Crisi Trump-Kim, almeno Razzi ci prova

Tutti a deriderlo, ma da noi in Italia gli altri cosa fanno? Gentiloni che fa? E Bergoglio?

Il mondo è sull’orlo della catastrofe nucleare per colpa di due tizi, Trump e Kim Jong-un, che giocano a chi ce l’ha più duro, e noi non possiamo fare niente, se non sperare che un accidente li fulmini entrambi – ma sarebbe chieder troppo agli Dei. Non possiamo far niente, e nessuno fa niente. L’Onu si rivela per quel che è: un grottesco salotto di stupidi incoscienti, resi comunque impotenti da quella bestemmia oscena che è il Diritto di Veto delle potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale (potenze vincitrici?! Seconda Guerra Mondiale?! Cosa?! Quando?!). Una vergognosa buffonata, al cui confronto la Società delle Nazioni era un consesso di eroici pacifisti.

Ma ecco ripresentarsi alla ribalta il senatore Razzi (nome omen, si direbbe), il quale, vantando i suoi ottimi rapporti col governo nordcoreano, nuovamente si propone come mediatore per evitare l’apocalisse. Non ha nemmeno finito di parlare che si è scatenata la canea derisoria. Razzi? Quell’analfabeta? Quella macchietta? E giù pernacchie da parte di tutto il mondo politico italiano, notoriamente costituito da statisti di altissima levatura e di profondissimo spessore culturale.

C’è da chiedersi però: e gli altri, che fanno? Razzi sarà quel che sarà: ma gli altri, che fanno? Il conte Gentiloni, che con aristocratico aplomb non perde occasione di riaffermare la sua fedeltà di maggiordomo al padrone americano, che fa? Il papa, che ogni due per tre invoca da dio la pace (il quale dio avrebbe dovuto pensarci da un pezzo a fulminarci tutti), che fa? Mattarella, che levita gioiosamente nella sua inconsistenza, che fa? Grasso e Boldrini (absit iniuria verbis), che fanno? Un beatissimo niente, tutti quanti.

Perché non lo prendono loro un bell’aereoplanino, e vanno a Pyongyang a parlare col “mostro”? E poi, già che sono per strada, tirano fino a Washington, a parlare con quell’altro campione di intelligenza? Per cui, forse bisognerebbe pensarci (pensare?! what?) due volte, prima di prendere in giro Razzi. Ripeto: non mi interessa sapere chi è davvero il senatore svizzero-abruzzese, ma se le sue “sparate” riuscissero a spostare indietro di un solo secondo l’orologio dell’apocalisse atomica, forse bisognerebbe eleggerlo papa, Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio e Segretario dell’Onu. Tutti e quattro insieme, ad interim.