Operai morti alla Marlane, Marzotto assolta

La Corte d’Appello di Catanzaro ha assolto tutti i 12 imputati nel processo sulla morte di 94 operai dell’ex stabilimento tessile Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza. Come scrive il Giornale di Vicenza a pagina 18, i lavoratori erano deceduti di cancro che, secondo l’accusa, sarebbe stato contratto per l’esposizione ad ammine aromatiche e metalli pesanti sul luogo di lavoro. Sempre secondo la procura, la responsabilità colposa dei decessi era dei dirigenti della tintoria e dei vertici del gruppo Marzotto che avevano acquisito anni fa l’azienda fondata nel 1950 dal conte Rivetti.

I dirigenti dovevano rispondere, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime, e disastro ambientale. Ma ieri la Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato la sentenza di primo grado del tribunale di Paola, emessa il 19 dicembre 2014, che aveva assolto tutti gli imputati. I prosciolti sono: Ernesto Antonio Favrin (consigliere della Marzotto dal 2001 al 2004); Carlo Lomonaco, Attilio Rausse, responsabili dello stabilimento Marlane dal 2002 al 2004; l’ex sindaco di Praia a Mare ed ex responsabile del reparto tintoria, Carlo Lomonaco; Silvano Storer, ex ad del gruppo; Jean De Jaegher; l’ex sindaco di Valdagno e consigliere delegato e vicepresidente della Lanerossi, Lorenzo Bosetti; Vincenzo Benincasa; Salvatore Cristallino; Giuseppe Ferrari; Lamberto Priori; Ernesto Antonio Favrin; Attilio Rausse; Ivo Comegna.

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