BpVi, capo Audit: «Zonin sapeva tutto»

«E’ stupefacente che Zonin dica di non sapere nulla sulle baciate». Così, intervistato da Andrea Priante sul Corriere del Veneto a pagina 19, Massimo Bozeglav, capo dell’Audit di Banca Popolare di Vicenza dal 2008 al 2016, commenta la linea difensiva dell’ex presidente BpVi sul crac della banca. Zonin (in foto) ha accusato Bozeglav di aver taciuto le anomalie interne e di averne parlato solo con l’ex dg Samuele Sorato e il vice direttore Emanuele Giustini membri di quella che l’ex presidente BpVi identifica come «struttura occulta» responsabile del tracollo della banca.

Ma il capo della vigilanza interna ribatte: «è innegabile che almeno una parte del cda fosse a conoscenza delle baciate o comunque disponesse degli elementi necessari a individuare il fenomeno – continua Bozeglav – era inevitabile che ci fossero rapporti diretti tra i consiglieri dell’epoca e i soci finanziati. Con un quadro del genere, è stupefacente che Zonin affermi di non saperne nulla». «Zonin era il presidente del cda. E quando i finanziamenti erano di importo rilevante, la pratica di fido veniva deliberata dal Consiglio. Bastava girare la prima pagina e si poteva agevolmente desumere che il prestito era finalizzato all’acquisto di azioni BpVi, oltre a poter valutare la reale consistenza patrimoniale del cliente finanziato», attacca il capo dell’Audit.