Autonomia Veneto, indipendentista chiude azienda a chi non vota

Lucio Chiavegato, leader storico dell’indipendentismo Veneto, ha appeso all’entrata dello stabilimento della sua azienda, di arredamenti in via Silone a Bovolone (Verona), un foglio con la scritta: «avviso ai fornitori: dal 23 ottobre sarà necessario esibire ricevuta vostra partecipazione referendum autonomia Veneto per poter avere dialogo di lavoro con nostra azienda. Grazie». Come scrive Enrico Presazzi sul Corriere del Veneto di oggi, edizione di Verona a pagina 5, Chiavegato ha chiarito che il suo non è un endorsement per la Lega Nord: «io sono e rimango indipendentista. Andrò a votare al referendum così poi metteremo una bella pietra sopra questa farsa dell’autonomia».

Per Chiavegato, «l’autonomia non serve a nulla. Il percorso da fare è quello della Catalogna: l’indipendenza, a differenza dell’autonomia, non va chiesta, va preparata. Si tratta di un diritto internazionale riconosciuto dall’Onu nel 1977». In ogni caso, la decisione per Chiavegato (che deve già affrontare il processo davanti alla Corte d’Assise di Brescia per la vicenda del Tanko bis) è presa: chi non adempierà al «proprio dovere» votando al referendum, vedrà chiusa la porta della sua azienda.

(ph: facebook.com/lucio.chiavegato)