125 milioni da Bce al gioco d’azzardo: «beffa per noi sindaci anti-slot»

Martorel, primo cittadino di San Fior (TV) che ha vinto contro Admiral: «a che serve allora combattere la ludopatia?». Il vicentino Colombara: «Monopoli, non c’è trasparenza»

Quella del Comune di San Fior nel Trevigiano forse è la più nota al grande pubblico, ma è solo una delle svariate battaglie ingaggiate dai sindaci veneti, di ogni colore politico, contro le sale slot. Gastone Martorel, amministratore delegato in una impresa del settore riscaldamento industriale, eletto in una civica di centrodestra e oggi a capo dell’esecutivo di un Comune di appena settemila anime, come Davide contro Golia ha sfidato e vinto, almeno al primo round del Tar veneto, un gigante come Admiral, gruppo del settore scommesse che da anni sta prendendo il largo specie, ma non solo, in Emilia Romagna e nel Veneto. Il contenzioso giudiziario riguarda il divieto ad una apertura “h 24” delle sale per videopoker e affini.

IL BOND 
In attesa degli altri gradi di giudizio, si viene a sapere nel frattempo  che la Bce, per il tramite di Bankitalia, ha finanziato obbligazioni (o bond) per 125 milioni di euro della casa madre del gruppo Admiral, ovvero la Novomatic. «Io non ho parole – commenta Martorel – sono costernato e furioso allo stesso tempo. Dai ministeri ci sentiamo dire continuamente che non ci sono soldi per i comuni, per i servizi sociali, per sistemare la viabilità locale, per gli investimenti a beneficio della salvaguardia del territorio e per il turismo, al contempo vediamo quanta difficoltà c’è per le imprese, anche per quelle sane, di accedere al credito. E poi scopriamo che la politica monetaria della Bce prende questa direzione. Sappiamo bene che spesso dietro il gioco d’azzardo si celano attività di riciclaggio. A che cosa servono quindi le campagne per la legalità, contro la grande evasione, se questo è quello che succede al vertice delle istituzioni europee? Faccio presente per di più che alla fine buona parte del peso economico delle vittime della ludopatia ricade sugli enti locali e sulle Ulss del territorio».

CAPOGRUPPO PD ALL’ATTACCO
Solitamente gli impegni della Banca Centrale Europea in materia di stimolo monetario e «quantitative easing» sono coperti da un vincolo di riservatezza: giudicato inaccettabile da molte organizzazioni non governative internazionali che si battono per la trasparenza negli atti delle banche centrali. È stata una Ong olandese, come racconta Il Fatto Quotidiano, a rivelare il dossier che inguaia Draghi. Il carteggio, da settimane si vociferava del suo contenuto, è stato vagliato dall’eurodeputato italiano Patrizia Toia: classe 1950, lombarda con un lungo passato ad alti livelli nella Dc, già senatrice, è oggi capogruppo del Pd a Strasburgo. Carte alla mano, così almeno riferisce Repubblica.it, la deputata ha scritto una interrogazione al vetriolo chiedendo conto direttamente al governatore Draghi (in foto). Il gioco d’azzardo legalizzato in Italia, secondo i dati di Avviso pubblico, sfiora i 100 miliardi di euro come monte scommesse annuo. A parte la piaga del riciclaggio di capitali di origine criminale, non si contano le storie drammatiche legate alla ludopatia. E poi ci sono le polemiche sulle  giocate delle sale slot autorizzate che sfuggono al fisco e sulla asserita esiguità delle royalties (10-15%).

MONOPOLI DI STATO, DATI INACCESSIBILI
Significativa la testimonianza di Raffaele Colombara, consigliere comunale a Vicenza che milita nella maggioranza di centrosinistra e che contro lo strapotere del settore scommesse si batte da anni: «i Monopoli dello Stato non vogliono farci conoscere la scomposizione di quei 97 miliardi sul territorio spesi dai giocatori nel 2016 in Italia. Il che vale anche per il Vicentino. Senza conoscere questi dati è impossibile ogni azione efficace e mirata a tutela di salute, ordine pubblico e sicurezza, beni primari messi in discussione da questa massa di denaro diciamo così, legale, che investe le nostre città, travolgendo le vite di molti cittadini, creando gli enormi problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Per quanto riguarda la scelta di Draghi dico che è emblematica di quanto i burocrati europei tengano alle sorti dei cittadini mentre sulle norme come la Bolkenstein, che sono alla base di tante liberalizzazioni condotte senza criterio, dico che hanno anche favorito una deregulation nel settore delle scommesse che in Italia hanno distorto un mercato già di per sé preoccupante».

ADMIRAL IN VENETO
Tuttavia quanto è accaduto a Strasburgo ha riacceso i fanali su Admiral. La controllante Novomatic è guidata da Johann Graf. Nato imprenditorialmente negli anni ‘70-80 come come piccolo distributore di flipper, oggi gestisce un impero multimiliardario con propaggini anche a Las Vegas, la capitale mondiale del gambling. La società ha un assetto proprietario estremamente articolato la cui composizione azionaria è schermata da due holding svizzere. Novomatic Italia, che ha sede a Rimini, conta 1400 dipendenti, ma è in terra veneta che negli ultimi anni ha conosciuto una forte espansione: basti pensare che il solo marchio Admiral Club in regione conta ben cinquanta sale scommesse.