Vicenza, Titomanlio: «nessuna tangente, erano piccoli favori»

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«Sì, è vero, ho ricevuto quei soldi, ma non si trattava di una tangente. Era una somma per dei piccoli favori». Così ieri Stefano Titomanlio, dirigente del tribunale di Vicenza indagato per corruzione in atti giudiziari, nel corso di un interrogatorio di garanzia ha raccontato la sua versione dei fatti ridimensionando le accuse nei suoi confronti. Come scrive Matteo Bernardini a pagina 17 del Giornale di Vicenza, le spiegazioni non hanno però convinto il gip che ha deciso la permanenza in carcere di Titomanlio. E’ stato invece scarcerato Antonio Nicastro, l’ingegnere e docente di scuola superiore accusato di avere pagato la tangente al cancelliere. All’interrogatorio Nicastro ha deciso di rimanere in silenzio.

Secondo l’accusa, Titomanlio avrebbe ricevuto ripetute dazioni di denaro dall’importo modesto (sui 500 euro) in cambio dell’accelerazione di pratiche giudiziarie inerenti a terreni o fabbricati (il dirigente aveva lavorato alla sezione Aste ed esecuzioni immobiliari del tribunale prima del passaggio alla sezione Lavoro in agosto). Nell’inchiesta compaiono finora 7 indagati.

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