“Acqua libera dai Pfas”: «valori a zero e chi inquina paga»

Pubblichiamo il comunicato stampa del coordinamento “Acqua libera dai Pfas” sulla manifestazione di domenica 8 ottobre

Il “Coordinamento Acqua Libera dai Pfas” sarà alla manifestazione di Lonigo confermando l’assoluta vicinanza a tutti i cittadini colpiti dall’emergenza Pfas, ma non può esimersi dal ricordare il ritardo che tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali hanno avuto e continuano ad avere nell’affrontare questo disastro ambientale.
Rimangono tuttora inevasi i punti che come coordinamento riteniamo essenziali :
1. l’allacciamento a fonti pulite degli acquedotti
2. le richieste di avere un quadro completo sulle possibili contaminazioni delle matrici alimentari
3. nessuna indicazione sull’uso delle acque irrigue contaminate in agricoltura
4. l’accertamento sulle eventuali responsabilità degli enti preposti alla prevenzione e al controllo
5. Il mancato blocco delle emissioni inquinanti
6. nessun progetto sulla bonifica dei siti inquinati.

Ricordiamo le nostre richieste :
1. Acqua esente da Pfas e non con meno Pfas
2.L’estensione dello screening sanitario a tutte le fasce di età e a tutta la popolazione coinvolta
3.La bonifica del bacino del Fratta-Gorzone con l’immediato blocco degli scarichi inquinanti che ancora oggi arrivano dal collettore ARICA
4. L’attuazione del principio “chi inquina paga” perché finalmente siano gli inquinatori a pagare e non i cittadini inquinati.
Riteniamo che se la Regione Veneto vuole essere veramente all’avanguardia nella lotta agli inquinanti emergenti debba produrre una legge nella quale si affronti non solo la situazione emergenziale bensì il futuro, partendo dal principio di precauzione e di tutela del territorio.
Inoltre, in considerazione dei drammatici valori riscontrati nel sangue degli adolescenti, chiediamo zero Pfas nell’acqua, zero Pfas nell’aria, zero Pfas negli alimenti e zero Pfas nei prodotti di largo consumo.
Obbiettivi perseguiti dal “Coordinamento Acqua Libera dai Pfas“ sin dalla scoperta dell’inquinamento nel 2013.

(Ph. Shutterstock)