Bulgarini, dopo dieci anni vieni a parlarci di Bellezza?

Manutenzione urbana, questa grande dimenticata. Ma a Vicenza è partita la sagra elettorale

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Chi possiede una cosa che non funziona o è usurata, avendo possibilità economiche, la getta e ne compera una nuova. Per fortuna, non sempre questo avviene. A volte, anche chi ne ha i mezzi, cerca di riparare il guastato o di rigenerare l’usurato. Io credo che questo dovrebbe avvenire anche in una città, in particolare se le sue finanze sono in sofferenza. A Vicenza, mi pare che la manutenzione sia cosa scarsamente praticata e, comunque se c’è uno sguardo sul futuro è solo per il nuovo e con finalità elettoralistiche.

Palazzo Chiericati: tutti gli amministratori ne decantano l’importanza, si autolodano per i lavori realizzati negli ultimi anni – assai a rilento a dire il vero – e non manca passaggio di persone importanti che non vengano accompagnate in visita unitamente all’altro pezzo da 90 che è il Teatro Olimpico. E ci mancherebbe non fosse così, diranno in molti. Certo, ma se la bellezza architettonica non è in discussione per quale motivo il Museo non viene curato anche nei particolari che danno pure l’idea della preziosità? I gradini della scalinata esterna sono sporchi e unitamente a quelli della scala sinistra d’accesso sono sbocconcellati in vari punti. Nel sottoportico, oltre alla cacca dei colombi, ci sono zone sporche negli angoli della facciata.

Ora, poi, gradini e sottoportico sono diventati punto di ritrovo per numerosi giovani, cosa anche gradevole in sè, non fosse per certi giochi anche un po’ violenti di alcuni sbarbatelli che si esibiscono davanti alle loro ragazze tutte gridolini di ammirazione per queste sceneggiate. Il linguaggio è alquanto scollacciato e alla fine dei meeting bottigliette, cartacce, cicche fanno bella mostra per terra. Aggiungo, per dovere di cronaca, che il terreno davanti all’ingresso dell’ala ottocenetesca è in condizioni mirerevoli: asfalto rotto e mancante, acqua stagnante dopo ogni pioggia, ciottolato sconnesso e quando non piove, polvere a volontà. Questa mattina passavo in bici nei paraggi ed ho visto 3 signori e una signora guatare un grosso albero storico – credo leccio – girandogli intorno in modo allarmante. Spero non sia uno dei tanti esami preliminari all‘abbattimento perché sarebbe un delitto imperdonabile.

Veniamo al Campo Marzio (mi piace chiamarlo così, con la i) sito potenzialmente delizioso, ma trascurato e pericoloso ricovero anche di persone che lo utilizzano come sede di spaccio. Per quanto riguarda questo reato e le conseguenti risse tra gli operatori, è problema sul quale ho le mie idee e che, comunque, va risolto per evitare che la città sia espropriata di un suo bene prezioso. Dicevo, repetita juvant, che questo polmone per la città e biglietto da visita per coloro che arrivano a Vicenza via ferrovia, non è curato come si dovrebbe. Anche lì ristagno di acqua per errori commessi dalla progettazione che ne ha curato il ripristino (leggasi interventi architetto Retis), alberi che sarebbero dovuti crescere rapidamente e che sono fermi ad una altezza nemmeno lontanamente paragonabile a quella dei platani abbattuti. Pavimentazione sconnessa che peggiora sempre più, erba del prato a chiazze per l’usura provocata da giostre e altri usi a mio parere insensati. Cestini dei rifiuti, usati sempre troppo poco, che a volte strabordano comunque di rifiuti. Non v’è chi non veda che il parco è imperdonabilmente trascurato. Mi auguro, che al di là del segno politico, che la prossima amministrazione dimostri maggior sensibilità nella cura dei due siti summenzionati.

Una parola sulla sicurezza in campo Marzio. E’ evidente che una soluzione dovrebbe essere a monte del problema. Non è possibile lasciare tutti quei giovani, buoni o cattivi, ad oziare in panchina o per le vie della città. Impegnarli proficuamente è fondamentale e, purtroppo, Prefettura e Comune non sembrano avere molte idee al riguardo. Stando così le cose e non essendo sufficienti i controlli in atto nella zona, terrei un presidio fisso in loco con verifiche continue dei fruitori del parco, unitamente a perquisizioni per ricerca di droga od oggetti di offesa pericolosi. Ma, ripeto, in contemporanea con questa contingenza cercherei soluzioni che ci sono e che vanno trovate.

Quando ho da poco completato queste note, leggo che uno dei candidati alle primarie del centrosinistra, Bulgarini d’Elci, dice delle sue future intenzioni, fosse eletto. «Fare di Vicenza la città della Bellezza». Ora, io credo i cittadini dovrebbero essere rispettati un po’ di più. Dopo aver gestito per anni, praticamente in solitario, la nostra città e avere permesso, o almeno non essersene curato, tanti decadimenti che tutti possono riscontrare, ora mi dici di voler farne la città della Bellezza. Con quale credibilità? Si diceva: de minimis non curat praetor , ma sarebbe opportuno che il pretore incominciasse a farlo. Poi potremmo parlare di Bellezza.

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  • zenocarino

    Bulgarini ? Ha “lavorato” per 10 anni al SUO progetto (quello di diventare sindaco), senza, peraltro, che NESSUNO l’abbia MAI votato.