«Pfas, in Veneto raggiunto limite più basso al mondo»

18:45 – Il Veneto ha raggiunto «il limite più basso» di Pfas nell’acqua «a livello internazionale». Lo ha detto Nicola Dell’Acqua, direttore generale dell’Arpav, presentando il piano “Obiettivo Pfas zero” nei 21 comuni della “zona rossa” tra Vicenza, Padova e Verona. «Non ci sono dati sanitari precisi su quello che può succedere a chi ha già nel sangue percentuali anomale di Pfas, per cui volevamo erogare acqua “Pfas Free” e ci siamo riusciti: non solo abbiamo raggiunto il limite di non quantificazione, ma l’abbiamo abbassato ulteriormente da 10 a 5 nanogrammi e ora stiamo facendo altre sperimentazioni con il Cnr per scendere ancora». Dell’acqua ha spiegato che «gli ufficiali di polizia giudiziaria dell’Arpav stanno facendo campionamenti quotidiani per controllare l’acqua in uscita dalle stazioni di filtraggio, l’analisi quotidiana di ciascun comune verrà pubblicata sul sito analisipfas.it. E dalla settimana prossima partirà una campagna di analisi dei pozzetti nelle scuole della “zona rossa”. Non siamo ancora arrivati ad avere un’acqua completamente pulita, ma la diminuzione dell’inquinamento nelle falde c’è e aiuta tutto il processo».

Il piano “Pfas zero” costerà un euro all’anno a persona, che i cittadini residenti nei 21 comuni della zona rossa si ritroveranno in bolletta dal 2019 e che verrà loro risarcito al termine dell’iter giudiziario. «Ho chiesto di avviare i lavori per la doppia filtrazione entro 3-4 mesi – spiega il dg dell’Arpav – Le nuove infrastrutture richiedono un investimento di circa 2,2 milioni e la Regione ha già messo 1,2 milioni, quindi manca un milione e bisogna aggiungere l’aumento dei costi di gestione. Le tariffe subiranno un aumento dell’1%, che entrerà in vigore due anni dopo l’avviamento delle nuove strutture». Dunque le bollette aumenteranno, «ma i costi delle operazioni per ridurre il Pfas sono dovuti all’inquinamento ambientale, dove vige la regola che chi inquina paga e quindi verrà tutto risarcito – chiarisce Dell’Acqua -. Chi ha inquinato e dovrà risarcire lo decideranno gli organi competenti, tutti i gestori danneggiati hanno fatto causa e la procura sta indagando su un’azienda in particolare». (Fonte: Ansa)

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