«Pfas, da Miteni solo fumo negli occhi»

Pubblichiamo il comunicato dei gruppi Mamme contro i Pfas, Genitori attivi zona rossa e Coordinamento acqua libera dai Pfas, in risposta alle dichiarazioni dell’azienda Miteni di Trissino sulla bonifica della falda acquifera

Abbiamo toccato un nervo scoperto! La caratterizzazione del sito Miteni è ancora in alto mare. I carotaggi effettuati fino ad ora non sono sufficienti. Ribadiamo che è necessario scandagliare il sito con prelievi fatti su una maglia con lato non inferiore a 10 ml. x 10 ml., e pretendiamo come cittadini avvelenati che ciò venga fatto a ritmi serrati. La Regione deve dire quanto tempo manca ancora per avere i dati definitivi. Non possiamo fidarci di una azienda che ha una storia, documentata nella relazione del NOE, fatta di silenzi e omissioni nella denuncia di una contaminazione del sottosuolo perpetrata negli anni nel dispregio delle leggi. Vogliamo conoscere i risultati delle analisi sui pozzi di controllo all’interno e all’esterno dell’azienda e facciamo presente che questa non è una concessione ma un nostro diritto sancito dalla legge (Dgls 14 marzo 2013 n. 33). Troppe cose ci sono state nascoste da 40 anni a questa parte. Vogliamo sapere cosa possa aver contribuito a migliorare l’efficienza della barriera idraulica, perché solo nel marzo 2016 la Miteni (a fronte di un cospicuo aumento di Pfas nel pozzo MW18, posizionato a sud del sito), dichiarava con toni disarmanti che era insufficiente.

Nello stesso documento, allegato al verbale della riunione avvenuta nella sede Arpav di via Zamenhoff a Vicenza in data 21/03/2016, si ammetteva che l’origine dell’inquinamento doveva essere ricondotto al proprio sito. Non crediamo che con la scoperta dei rifiuti “imbustati” lungo le rive del Poscola il problema possa dirsi risolto. Ricordiamo che la caratterizzazione del sito è appena al 10% e di questo passo per completarla ci vorranno almeno 40 anni. Oggi ci dicono che la falda passa sotto la Miteni praticamente indenne, noi rispondiamo che le dinamiche della contaminazione non sono lineari e che il livello della falda (dopo un periodo di grande siccità) può essersi abbassato quel tanto da toccare solo in minima parte il terreno contaminato. Ma tutto ciò apparirà chiaro solo dopo che la caratterizzazione sarà completata. Ancora una volta fumo negli occhi, come quando ci viene detto che la falda va verso est, ricordiamo che sotto la Miteni è presente l’acquifero indifferenziato che per estensione è secondo in Europa. Chiediamo fatti concreti, impegni e date. La posta in gioco è importantissima.

Mamme contro i Pfas – Genitori attivi zona rossa – Coordinamento acqua libera dai Pfas