Marzotto, illustre vicentino che non sa la storia di Vicenza

Si può affascinare lo stesso decine di donne, ricoprire incarichi pubblici e privati a go go e convertirsi al Vangelo, ma meglio evitare l’esibizione nazionale delle proprie lacune

All’indomani del successo del referendum in Veneto il Corriere della Sera ha pensato bene di intervistare un vicentino illustre che «in Veneto ha tutta la sua vita, la sua casa, la sua storia» ma che non è andato a votare, Matteo Marzotto. Nato a Roma e vissuto nei suoi primi cinquant’anni tra il Vicentino e Milano, Marzotto giudica il referendum solo un «ticket elettorale da sventolare» e, a dimostrazione che i Veneti non sono separatisti come i Catalani ma sono intelligenti e hanno una forte coscienza nazionale, cita Verona «crocevia d’Europa» e Vicenza «medaglia d’oro al valor civile».

Ora non c’è dubbio che Verona sia un importante crocevia industriale e commerciale ma la connessione con il suo avere una forte coscienza nazionale sfugge un po’, mentre le decorazioni di cui è insignita Vicenza, quelle sì, altroché! Solo che Vicenza non ha mai ricevuto nessuna medaglia d’oro al valor civile, come opina il Nostro, mentre è stata decorata ben due volte con la medaglia d’oro al valor militare: la prima per la sua lotta contro gli Austriaci nel 1848 e la seconda per la sua Resistenza ai nazifascisti nel 1943-1945.

D’accordo, si può affascinare lo stesso decine di donne, ricoprire incarichi pubblici e privati a go-go, incontrare giudici e pm all’altezza, convertirsi al Vangelo e credere fermamente nell’azione del demonio, tuttavia sempre meglio evitare l’esibizione nazionale delle proprie vicentine lacune.