Padova, autodifesa digitale contro il cyberbullismo

Si chiama Zanshin Tech, il primo corso di autodifesa tecnologica dedicato a ragazzi dagli 11 anni in su.
I volontari della “palestra digitale”, nata a Genova due anni fa, ieri hanno incontrato decine di adolescenti padovani in occasione di “Tutti in fiera”, per insegnare a riconoscere e prevenire le aggressioni da cyberbullismo, adescamento e cyber-stalking. «È importante che i ragazzi sappiano quali sono i rischi che corrono – spiega Stefano, uno degli istruttori -. Le tecniche di adescamento sono fondamentalmente tre, sia che avvengano attraverso una chat di Facebook, un gruppo di Whatsapp o su Telegram, vale a dire la falsa identità, la seduzione e la raccolta informazioni. Il cyberbullo si finge in genere un’altra persona, con il solo scopo di spacciarsi per nostro amico e di carpire notizie che poi potrà usare contro di noi».

Come riporta Corriere del Veneto a pagina 7, l’istruttore ha spiegato che i bulli «fanno leva sulle nostre insicurezze. A cambiare sono le modalità che si evolvono in base alla tecnologia. Gli spazi dell’attacco possono essere la chat di gruppo tra i compagni di classe oppure la bacheca dei social». Alcune volte la soluzione può essere affrontarli a volto
aperto in videochat. «È importante vedere se dietro quell’alias ci sia effettivamente la persona che pensiamo – continua Stefano -. Però, se non ci sentiamo sicuri, dobbiamo avere l’accortezza di tenere alcune informazioni riservate. Per esempio, non mostrandoci in posti facilmente riconoscibili, in modo tale che eventuali malintenzionati non possano rintracciarci». Un’altra accortezza da tenere è non bloccare l’aggressore. «Sarebbe come coprirci gli occhi. Meglio quindi azzerarlo, non dargli più spago, smettere di rispondere».