«Costabissara, ex vicesindaco clochard? Non voleva aiuti»

Dalle poltrone del Comune agli alloggi della Caritas. Questa, scrive Karl Zilliken sul Giornale di Vicenza a pagina 17, la vicenda di Gian Nicola Zanin, ex assessore di Costabissara (Vicenza) con deleghe allo sport dal novembre 1995 al marzo 1996 e vicesindaco per 4 mesi. Le disavventure di Zanin erano cominciate con il suo trasferimento a Montecchio Maggiore con la compagna nel 2010. Di lì a poco si era trovato intestatario a sua insaputa di dieci auto segnalate per rapine pur non avendo la patente. Dalle vicende giudiziarie uscì pulito ma le spese sostenute lo avevano lasciato in serissima difficoltà economica. Poi lo sfratto per via degli affitti non pagati (la compagna si intascava i soldi che lui le girava) e la cancellazione dall’anagrafe con la decadenza di alcuni diritti essenziali. Trovatosi per strada, il 66enne è ora ospite da un anno e mezzo nella struttura Caritas “Casa Beato Claudio Granzotto” dove riceve assistenza psicologica. Zanin sostiene di non aver cercato aiuto per vergogna e di essere stato abbandonato dal Comune di Costabissara.

«Sono dispiaciuta per la piega che ha preso la situazione di Gian Nicola – replica il sindaco Maria Cristina Franco -. È molto più complessa e articolata di come è stata presentata. Lo stesso sindaco Giovanni Maria Forte, di cui è stato assessore, ha fatto di tutto, anche su richiesta dei fratelli molto preoccupati, affinché Zanin non vendesse la sua casa di Costabissara. Si era capito che era caduto in una situazione equivoca ma non ha mai voluto sentire ragioni, cercando di nascondere tutto trasferendosi a Montecchio Maggiore. Quando sono iniziati ad arrivare pacchi di notifiche di verbali delle multe relative alle auto intestate, aveva avuto tutto il supporto degli uffici comunali per quanto si poteva fare. Anche in queste occasioni, sia gli amministratori, sia i dipendenti del Comune, hanno cercato di convincerlo ad abbandonare questa situazione ma lui rispondeva “È tutto a posto, sto bene dove sono”. È risaputo che Gian Nicola abbia un carattere difficile e incline all’ira. Poi, i rapporti si sono interrotti del tutto e ho saputo della sua situazione dalla Caritas che mi chiedeva di assegnarli la residenza anagrafica, ma il nostro Comune non dispone di questa possibilità».

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