«Pfas, Italia adotti i limiti del Veneto»

«La delibera adottata dal Veneto, che fissa a 90 nanogrammi litro i valori di Pfoa e a 30 nanogrammi quelli dei Pfos, va estesa a tutto il territorio nazionale e spero che i ministeri dell’Ambiente e della Salute accolgano l’appello. Ne dovremo parlare con l’Ue, ma una decisione va presa». Così, intervistato da Albino Salmaso su La Nuova Venezia a pagina 7, Ermete Realacci, deputato Pd e presidente della commissione Ambiente della Camera, oggi in Veneto per un incontro sui Pfas. «Purtroppo i Pfas come sostanze inquinanti sono state ignorate per decenni – continua Realacci -. E invece dovremmo aprire monitoraggi non solo in Veneto ma in Lombardia Piemonte, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta Puglia, Emilia Romagna e le province autonome di Trento e Bolzano. Serve un atto di assoluto coraggio».

«Mi piacerebbe capire cosa c’è dietro a quella vendita per 1 euro della Miteni nel 2009 – si chiede inoltre il deputato -. La Mitsubishi sapeva quale disastro si nascondeva a Trissino e se n’è sbarazzata in fretta ma ci sono tutte le condizioni perché chi ha sbagliato paghi fino in fondo anche se le responsabilità sono lontane nel tempo. Si tratta di capire come abbiano potuto occultare le scorie: i primi allarmi risalgono a 15 anni fa. Greenpeace e Legambiente hanno svolto un eccellente lavoro di denuncia, ora bisogna risalire alla catena della proprietà di Miteni ed è un lavoro molto complicato che porta in Lussemburgo. La magistratura si deve concentrare e utilizzare gli strumenti legislativi per punire chi ha inquinato e rovinato la salute».