BpVi e Vb, scontro totale Consob-Bankitalia sui controlli

Angelo Apponi, direttore generale di Consob e Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza di Banca d’Italia, sono stati interrogati ieri dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. Come scrive Sabrina Tomè a pagina 16 del Mattino, i due istituti si sono rivolti accuse a vicenda sull’attività ispettiva nelle due banche ex popolari venete. Secondo secondo Consob, Bankitalia non fornì segnalazioni su BpVi e inviò quelle su Veneto Banca con ritardo. Una versione, laa prima, confermata anche da Barbagallo che però è passa al contrattacco su Veneto Banca.

Bankitalia ha spiegato che il 25 novembre 2013 aveva segnalato con una lettera dopo un’ispezione a Montebelluna, il problema del sovrapprezzo delle azioni, l’eccessiva tolleranza nella concessione del credito e le operazioni baciate. Secondo Barbagallo, ciò era sufficiente perchè Consob intervenisse. Insomma, Consob, secondo Palazzo Koch, avrebbe sottovalutato i problemi in Veneto Banca. Consob, che intervenne solo due anni più tardi nel 2015 con una propria ispezione, ritiene invece che quella lettera non spiegava i meccanismi di determinazione del prezzo delle azioni ma che ne constatava solo il valore elevato. Per quanto riguarda BpVi, Apponi sostiene invece di non aver «mai ricevuto relazioni da Banca d’Italia» almeno fino al 2017, anno delle ispezioni Bce. Barbagallo ha confermato questa versione giustificandosi però che i problemi sorti in BpVi nel 2012 non sussisteva l’obbligo di legge di informare la Consob. Inoltre Bankitalia sostiene di aver appreso delle baciate in BpVi solo nel 2015.

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