Speravo nel Pd coi 5 Stelle. Invece è sempre inciucio col Berlusca

Invece di fare diga contro il populismo di destra, il partito di Renzi preferisce arroccarsi nella difesa del sistema. Lasciano a Grillo l’unica vera opposizione

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Ho sbagliato tutto. La mia analisi politica era sciocca e ingenua. L’errore era di imputare al prossimo le migliori intenzioni. Mi consolo pensando che è stato un errore nobile e non l’astuta intuizione di un furbastro di basso rango. Non me ne pento se non per avere confuso l’analisi politica con un personale auspicio. Imperdonabile per uno studioso. Da sei anni sostengo che il Movimento Cinque Stelle è la vera diga al populismo passatista ed è un modello per i maggiori paesi d’Europa. Ne sono convinto e mi adopero per promuovere questa visione anche all’estero. Aggiungevo che il Partito Democratico, assieme alle forze della grande coalizione con cui governa di fatto dal 2011, avrebbe dovuto cercare di emarginare la destra e favorire invece la crescita e la maturazione dei Cinque Stelle. Certo, in questo modo avrebbe rischiato di perdere le elezioni, mentre contro la destra estremista di Salvini, Meloni e del resuscitato Berlusconi, il Pd credeva di avere la via spianata al successo.

Ragionavo che, se avessero vinto i 5 Stelle, non sarebbe stata una tragedia vista l’assonanza su molte questioni. Al di là di qualche improvvisazione e inesperienza, i pentastellati avrebbero contribuito al rinnovamento del paese. Avrebbero rappresentato l’elettorato più giovane e istruito, mentre all’opposizione sarebbero finiti gli antichi cristiano-comunisti e gli ancor più vecchi fascio-leghisti i cui giovani leader (Salvini, Renzi, Meloni) rappresentano l’elettorato più anziano e conservatore per anagrafe e spirito. Pensavo che nel Pd nessuno volesse una vittoria di chi fa dell’ignoranza una bandiera, della discriminazione un programma politico, della violenza un sistema di soluzione dei conflitti e infine dell’evasione fiscale e dell’affarismo uno stile di vita. Pensavo che il Pd preferisse sostenere quei tanti punti programmatici con cui a parole concorda con il M5S che su alcune cose si trova in sintonia con la sinistra.

Mi sbagliavo di grosso. Non avevo capito una cosa importante e fondamentale. Il Pd teme la novità dei 5Stelle molto più di quanto non tema Salvini e Meloni, soprattutto ora che costoro si alleano con Berlusconi. Al di là delle virulente battaglie verbali da talkshow, in effetti Berlusconi garantisce alle lobby e alle corporazioni di sottogoverno del Pd i soliti grandi affari. È quello a cui assistiamo da un quarto di secolo: Berlusconi – con indubbia capacità politica – disinnescò e inquinò la purezza leghista federalista e democratica dei primordi trasformandola in un partito moderato di governo: prende voti con Salvini e governa con Zaia e Maroni affidando a quest’ultimo il compito di gestire l’immigrazione come Ministro dell’Interno. Assorbe Alleanza Nazionale nel Pdl e, soprattutto, tratta costantemente sottobanco con il Pd che all’atto pratico non gli fa mai una vera opposizione, al punto di favorirne il ritorno nel 2008. A livello locale, nel Veneto, questi fenomeni sono ancora più eclatanti e il Pd è convinto che stare all’opposizione duri quanto un ergastolo.

La mia ingenuità era di pensare che il Pd preferisse dialogare con i pentastellati piuttosto che con i partiti della destra. Non a caso, ad Ostia l’estrema sinistra ha dato indicazione di votare 5Stelle, mentre per il Pd invischiato negli affari di Roma Capitale e che governava Ostia, sciolta per mafia, non a caso sostiene che destra e 5Stelle siano la stessa cosa. Purtroppo il Pd – che ritenevo una forza politica solida, conservatrice e moderatamente riformatrice di cui ha bisogno l’Italia tanto quanto ha bisogno dei 5Stelle – ha preferito allearsi con la destra per mettere fuori gioco i 5Stelle con una pessima e scandalosa legge elettorale ad hoc. Ma ha fatto i conti senza l’oste e ora corre il serio rischio di passare di nuovo la mano a Berlusconi o a chi ne raccoglierà il testimone. Con i 5 Stelle a fare vera opposizione e il Pd a fingere di farla.

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  • zenocarino

    OSTIA è un Comune italiano, non tutta l’Italia !
    Senza offesa, evitiamo le confusioni, il PD alle elezioni del 2018 non sarà alleato del centro destra e farà corsa da solo, visto che tra sinistri non vanno d’accordo.
    Certo, Berlusconi, che non è un “pirla”, preferisce contestare e duramente la politica del M5S, le brutte situazioni in cui si trova a Roma, Torino ecc. ; per NON parlare di un certo Comune siciliano, dove, secondo DI MAIO, GLI ABUSI EDILIZI, SAREBBERO UN NECESSITA’.
    Perchè, visto che la democrazia lo permette Berlusconi, dovrebbe tacere sulle deludenti e scarse capacità amministrative del M5S, attuale SUO principale avversario ?

    • Patrizio Cinque, M5S, sindaco di Bagheria, con tanto di intero palazzo abusivo suo e della sua famiglia.
      Ah l’onestà,…non certo dei grillini

  • gratti il grillino, scopri il piddino.
    M5S= PD, entarambi vogliono lo Ius Soli
    http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/41343.htm
    https://www.youtube.com/watch?v=RPQRPbTSVVc

  • Gustavo

    Ottimo articolo , come sempre .Però , a quando mi è dato di capire , leggendo i vari giornali , la politica economica dei 5 stelle è sempre quella neoliberista ,imperante , quindi dove starebbe il nuovo , il vento del cambiamento ?

    • Corrado Poli

      C’è liberismo e liberismo! Quello che molti oggi chiamano liberismo o neo-liberismo altro non è che un sistema oligopolista. Io non ho nulla contro un liberismo vero dove nessuno prevale sugli altri in modo esagerato come oggi. Ma il discorso è complesso. Socialismo e liberismo, nella loro forma pura quasi coincidono