Bilanci 2016, diocesi Padova puntuale. Vicenza (e altre) no

Il vescovo padovano Cipolla: «la credibilità della Chiesa emerge soprattutto da come gestisce i beni». I suoi colleghi non sono d’accordo?

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Di questi tempi, un anno fa, le diocesi di Padova e di Vicenza fecero a gara nel presentare per la prima volta i loro bilanci in pubblico. Bisogna dire che già allora la presentazione padovana era più articolata e chiara di quella vicentina, ma l’importante era aver infranto un tabù secolare, e non importa se la spinta decisiva fu data, almeno per la diocesi berica, dall’enorme scandalo della banca zoniniana che aveva azzerato anche cospicue azioni di proprietà curiale. Altrettanto importante, una volta imboccata la strada virtuosa della trasparenza, era continuare così, come aveva suggerito quasi duecento anni fa il santo abate Rosmini.

Infatti un mese fa la diocesi di Padova ha puntualmente presentato il bilancio 2016 davanti a una platea ecclesiastica e laica molto larga e qualificata. La riunione è stata introdotta dal vescovo mons. Claudio Cipolla con parole inusuali, cioè evangelicamente perfette: «È faticoso e impegnativo, ma dobbiamo continuare su questa strada di trasparenza (…) non credo di esagerare nell’affermare che la credibilità della Chiesa nel testimoniare e vivere il Vangelo emerge soprattutto da come gestisce i propri beni. L’essere credibili e affidabili non è, infatti, questione di immagine, ma riguarda la profondità del nostro essere».

Rispetto all’anno scorso il “Rapporto annuale” padovano è ancora più dettagliato e preciso e consente a tutti di valutare nella sua concretezza l’azione di una Chiesa locale che destina ogni anno 65 milioni di euro in opere di carità e di solidarietà. Per l’anno prossimo è previsto un “Rapporto” ancora più articolato, a riprova della serietà con la quale il “rosminiano” mons. Cipolla promuove l’operazione di trasparenza economica e finanziaria della sua diocesi.

A tutt’oggi, invece, tutto tace nella riservata Curia berica. Certamente si tratta solo di un breve ritardo burocratico facilmente giustificabile e tra alcuni giorni o qualche settimana, squadernato il bilancio 2016, si potrà verificare anche in terra vicentina che «la credibilità della Chiesa nel testimoniare e vivere il Vangelo emerge soprattutto da come gestisce i propri beni». E’ dunque assolutamente da escludersi l’eventualità che la presentazione in pompa magna dell’anno scorso rimanga un evento bello ma irripetibile. Ne andrebbe di mezzo la credibilità e l’affidabilità della Chiesa che è in Vicenza, direbbe mons. Cipolla.

Per la stessa ragione le parole del vescovo di Padova dovrebbero smuovere le acque anche a Venezia e spingere il patriarca Moraglia a farsi promotore per tutte le diocesi del Triveneto della necessità di pubblicare in modo chiaro e comprensibile i rispettivi bilanci. Senza contare che l’iniziativa di queste importanti diocesi rappresenterebbe un conforto e un sostegno non indifferenti a papa Francesco, la cui volontà di riforma degli istituti economici del Vaticano sembra incontrare difficoltà, resistenze e trabocchetti molto più numerosi del previsto.

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