BpVi, l’elenco dei 100 grandi debitori

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Il Corriere della Sera ha pubblicato oggi l’elenco dei 100 grandi debitori della Banca Popolare di Vicenza. Dalla lista emergono nomi importanti del mondo delle banche, della moda, delle costruzioni e del calcio tutti destinatari di generosi finanziamenti da parte dell’ex popolare berica durante l’era di Gianni Zonin. Tali esposizioni hanno poi contribuito ai 5 miliardi e mezzo di euro di “sofferenze” e agli oltre 4 miliardi di euro di “inadempienze” causando il crac della banca. Nell’elenco, ora acquisito dalla Commisssione bicamerale d’inchiesta sulle banche, c’è Mariella Burani Fashion Group esposta per 7 milioni e 600mila euro; la Vimet, colosso nel campo della gioielleria fallita pochi mesi fa, con oltre 43 milioni di euro di sofferenze; la Champions Re, società calcistica fondata da Vincenzo Iaquinta, Sebastian Giovinco, Nicola Amoruso, Matteo Guardalben, che registra un’esposizione di oltre 23 milioni e mezzo di euro; Luca Parnasi, costruttore romano aggiudicatosi l’appalto per il nuovo stadio della Roma con un esposizione di 16 milioni e 400mila euro; la Monte Mare Grado dell’ex presidente del Palermo Maurizio Zamparini, insolvente per 57 milioni e 800 mila euro.

E ancora: la Etruria Investimenti (sofferenza di 7 milioni e 200mila euro) e la Sant’Angelo Outlet (12 milioni di euro) entrambe destinatarie di finanziamenti senza le garanzie necessarie perché riconducibili all’ex presidente di Etruria Lorenzo Rosi e all’ex consigliere Luciano Nataloni; Tirrenia (sofferenza di 16 milioni di euro); l’Hotel Dolomiti di Cortina (19 milioni di insolvenza); la società di investimenti immobiliari Sorgente Group ( 26 milioni di euro). Nella lista infine spunta anche la Nsfi srl con una sofferenza da 62 milioni e 500mila euro. Si tratta di una delle 19 aziende finite nell’inchiesta della Procura di Roma che nel novembre di un anno fa ordinò perquisizioni contestando all’imprenditore ex candidato sindaco di Roma Alfio Marchini il reato di concorso in false comunicazioni sociali. Nella lista c’era proprio la Nsfi, ex Lujan di Marchini.

L’imprenditore tuttavia smentisce in una nota tramite l’ufficio legale della società: «la società a cui (si) fa riferimento non solo non è più controllata da Alfio Marchini ma in questa vicenda è parte lesa avendo subito una perdita con le azioni della banca per oltre il 60% dell’importo erogato. Inoltre fino al momento all’azzeramento delle azioni della Popolare di Vicenza la società ha sempre regolarmente pagato gli interessi per ben otto milioni di euro». Infine, in riferimento al procedimento per “false comunicazioni sociali” i legali di Marchini precisano: «tale ipotesi è relativa ad un procedimento avviato per una querela su tutt’altra vicenda e che per di più è stata successivamente ritirata».

 

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  • Adriano Tolomio

    Io ho lavorato in una banca e so bene che per una concessione di credito, chiedevamo più del doppio di garanzie, in pratica per ricevere i soldi, bisognava avere il doppio di soldi in garanzie e di più ancora! Ed allora come è possibile che le regole siano state usate solo per i piccoli?!

    • Giorgio Manuli

      Truffando i cretini come me ? Io Veneto banca