Pfas, vietato mangiare pesce di fiume della zona rossa

Si allarga l’allarme sui Pfas in Veneto. Come scrive Michela Nicolussi Moro sul Corriere del Veneto a pagina 7, venerdì scorso la Regione ha emanato un’ordinanza che vieta il consumo del pesce catturato nei fiumi dei 21 Comuni tra Vicenza, Verona e Padova le cui acque sono state contaminate dalle sostanze perfluoro alchiliche. «E’ in fase di completamento un monitoraggio finalizzato a valutare la contaminazione da Pfas degli alimenti in alcune aree del Veneto – ha spiegato ieri il ministro della Salute Beatrice Lorenzin -. Il programma ha preso in esame un campione statisticamente significativo di prodotti di origine animale e vegetale provenienti da allevamenti e coltivazioni sia intensivi che rurali. Sono stati raccolti oltre 1100 campioni e il termine delle attività è previsto per fine mese. Posso comunque anticipare che i risultati raccolti finora non hanno segnalato criticità tali da richiedere l’adozione, in itinere, di misure particolari. Unica eccezione (…) è relativa al livello di contaminazione rilevato in campioni di alcune specie ittiche raccolte nelle acque interne. In merito a tali riscontri, l’Istituto superiore di Sanità (Iss) ha concordato con la Regione l’opportunità di definire misure di natura precauzionale, quali il divieto di consumo del pesce di cattura nelle aree interessate».

Il divieto si va ad aggiungere al divieto di pesca nei comuni interessati nei mesi invernali. Tuttavia c’è anche una buona notizia: «allo stato i valori dei Pfas in Veneto, in particolare Pfos e Pfoa, in tutti i territori interessati risultano circa 10 volte inferiori ai valori massimi di performance indicati dall’Iss nel 2014 – ha aggiunto ieri il ministro -. In particolare si è potuta riscontrare la sostanziale riduzione delle concentrazioni di Pfos e Pfoa nelle acque: ciò per ragioni riconducibili principalmente all’evoluzione delle tecnologie di trattamento e a un costante potenziamento dell’efficienza dei sistemi idro-potabili».