Primarie centrosinistra a Vicenza, diffidate dai sondaggi

La buona amministrazione dovrebbe cominciare dal considerare i problemi dal basso. Senza dimenticare, ovviamente, la visione “alta”

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Mi sembra che la campagna elettorale per la prossima amministrazione di Vicenza sia già partita anche se manca ancora il candidato sindaco del centrodestra e di qualche altra eventuale lista civica. Il centrosinistra vede in campo Otello dalla Rosa, Giacomo Possamai e Jacopo Bulgarini d’Elci. Si vedrà quale di questi pretendenti allo scranno uscirà vincitore dalle primarie.

E’ di questi giorni un sondaggio che darebbe, mi sia concesso il condizionale, una quasi parità alle possibilità dei candidati. Cerco di capire, ma lo faccio con grande difficoltà, l’endorsement di Variati a Bulgarini, ma non accetto che un sindaco Pd, che dal partito è sempre stato trattato, anche troppo, con guanti di velluto, si spenda pubblicamente per un candidato che non è iscritto al partito e danneggi gli altri due che, invece, lo sono. Ma lasciamo per un attimo da parte l’eleganza dei comportamenti e vediamo i fatti. I tre di cui sopra sono sicuramente persone perbene, ma è cosa sufficiente per essere un buon sindaco? No, di certo. Ci vogliono competenze, capacità di gestione, equilibrio e grande spirito di servizio.

Queste ultime caratteristiche non sono di comune possesso, C’è chi ha avuto la possibilità di esplicarle e non sempre ci è riuscito. Un altro, può anche averle in nuce, ma non ha ancora avuto l’occasione di dimostrarle. Un terzo, infine, per stretta analogia con quanto realizzato in questi ultimi anni, ha dimostrato che quando si parla di amministrazione e di gestione, sa di cosa si parla. Ecco, l’equilibrio dei sondaggi mi lascia perplesso. Credo che, ancora una volta, i miei concittadini facciano le loro scelte non in base al merito, ma a sollecitazioni diverse. Solo che non si tratta di scegliere una nuova macchina o un nuovo cappotto. C’è in ballo il futuro di una città che ha urgente necessità di una buona amministrazione.

Credo che l’ottica, a ben operare per la città, non sia stata sempre quella giusta. Per me i problemi vanno esaminati dall’alto e dal basso. Vedendoli dall’alto la visione è globale, onnicomprensiva, ma sfumata. Dal basso, invece, le situazioni si presentano in tutta la loro dimensione reale. E, mi pare evidente, che le due visioni siano entrambe necessarie.

Quella d’insieme permette di entrare in un’ottica urbanistica necessaria a decidere lo sviluppo o meno della città, in quale direzione o se convenga preservare il territorio e lavorare sul risanamento dell’esistente. Credo che lo sguardo globale sia pure utile per la questione della mobilità che non si risolve in una via o incrocio, ma va osservata appunto in ogni parte dell’abitato. E’ arrivato, da qualche giorno, il progetto preliminare per la nota Tav/Tac. Si è deciso per il raddoppio della linea esistente ed è appunto guardando dall’alto che il sedime ferroviario appare come una larga ferita nel cuore della città. Mi pare che con la tecnologia di oggi negli scavi, interrare i binari da Altavilla a Torri, sarebbe stata una cosa che avrebbe restituito a Vicenza spazi per nuove strade e verde che da noi scarseggia. Aggiungo che rumori e vibrazioni su vari chilometri di percorso avrebbero da soli meritato l’interramento. Le osservazioni alla Rfi vanno presentate entro il 25 novembre. Tempi stretti, quindi, per un problema che avrebbe meritato di essere definito dalla prossima amministrazione.

Andiamo ora al basso. Si intende quello che si percepisce camminando per le strade e vivendo quotidianamente la propria città. Nonostante l’età non proprio verde, non smetto di sorprendermi per certe cose. Qualche amministratore lavora con i
suoi tecnici quasi solo sulla carta e prende sovente decisioni che contrastano con la realtà stradale. Se tu vuoi capire un problema lo devi indossare come un guanto cioè provarlo sulla pelle. Anche nella programmazione di lavori stradali si verificano scelte che non sono in relazione a necessità impellenti, ma a finalità demagogiche. Mi sembra quasi di essere diventato un disco difettoso che continua a gracchiare la stessa musica.

Ditemi voi, gentili lettori vicentini, se questa vi sembra una città ordinata, con una circolazione razionale, con una decente rete di ciclovie, con una pur minima sorveglianza dei vigili urbani e con una accettabile manutenzione degli edifici importanti e non. Buona, in teoria, l’ordinanza che impone ai ciclisti determinati comportamenti, ma se chi scrive circola sul marciapiede dalla Loggetta alla chiesa di San Felice, è un trasgressore oppure uno che cerca di salvarsi dalle macchine che sovente gli passano accanto, questione di centimetri, anche a 50/60 km ora? Tutto quanto attiene alla circolazione dovrebbe essere affrontato in modo olistico e, invece, improvvisazione e supeficialità regnano sovrane. Amen

 

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