“Energia & Sorrisi”, rally vicentino contro povertà in Africa

L’associazione ha trovato un modo originale per distribuire aiuti alle famiglie bisognose. Il fondatore Dal Ben: «basta col terrorismo mediatico sui migranti»

Tutto cominciò con una domanda esistenziale: è giusto lasciarsi alle spalle soltanto l’impronta di un copertone, nella sabbia del deserto? Gianpietro Dal Ben, responsabile tecnico amministrativo di un’azienda di Altavilla Vicentina, se la fece nel 2002 dopo un viaggio in Egitto. E si rispose fondando l’associazione “Energia & Sorrisi”, che dà il suo contributo alla lotta contro la povertà attraverso gare di rally internazionali, finanziando aiuti umanitari in zone di difficoltà (principalmente Egitto, Marocco e Tunisia, ma anche Albania). Tutto volontariamente. Una scelta che attira le antipatie di altre associazioni legate a partiti o gruppi religiosi che, come racconta lo stesso dal Ben, «fanno passare il messaggio che il volontariato debba avere una “firma” dimenticando che l’aiuto dovrebbe essere fine a se stesso».

Per operare senza vincoli hanno creato un sistema che offre assistenza ai piloti che partecipano alle gare internazionali: «è una logica che ci permette di incamerare una parte delle spese del viaggio solidale a cui si sommano i contributi dei volontari, che devono pagarsi l’intera esperienza. Questo perché crediamo che aiutare il prossimo significhi donare tanto il proprio tempo quanto le proprie risorse». I volontari sono meccanici, cuochi, medici e così via. Danno ai piloti sicurezza e tranquillità e il più delle volte, a gara terminata, abbracciano la loro causa aiutando a distribuire gli “scatoloni” con vestiti, alimenti e materiale scolastico e sanitario ai più bisognosi.

Questi “scatolini sorridenti” (li chiamano così) vengono preparati nella sede di Altavilla Vicentina, smistando il materiale da inviare nelle varie spedizioni. «Ovviamente la voglia di fare e il sacrificio sono caratteristiche fondamentali. Ma un vero volontario deve saper mettere in discussione principi e punti di riferimento che spesso ci proteggono e ci limitano fortemente. La maggior parte delle persone sono abituate a pregare, ad aspettare la provvidenza, ma questo non cambia le cose. Bisogna liberarsi di tutto questo e agire».

A volte le spedizioni possono imbattersi in vere e proprie tragedie, come nell’estate del 2011 in Albania. Racconta Dal Ben: «non dimenticherò mai quel 8 giugno, quando il nostro camion Bobby Solo è andato distrutto a causa di un incendio. Fu una disgrazia tanto economica quanto psicologica, ma è da lì che abbiamo deciso di ripartire perché gli imprevisti sono opportunità mascherate da problemi. Subito dopo ci siamo rimessi in carreggiata, con un nuovo camion con rimorchio, Ercole e Vittoria, pronti ad affrontare nuove avventure solidali».

L’associazione distribuisce circa 30 quintali di spesa al mese alle famiglie bisognose e che, dice dal Ben, cominciano a vedere nello straniero un capro espiatorio. Ma questo, sottolinea lui, «è fortemente discriminatorio e lontano dalla realtà dei fatti: bisognerebbe capire cos’è tutto questo terrorismo mediatico che continua da quando ci sono gli immigrati in Italia. Nel mio piccolo ricordo tre nomi: Scalfaro, Napolitano e Zonin. Bianchi come il sottoscritto e magari sposati in chiesa, che hanno fatto più danni nella loro vita di quanti potranno farne 10-15 milioni di migranti che avremo da qui a qualche anno».

Il futuro è andare avanti così: «vorremmo implementare la cucina costruita in sede per offrire un momento di svago e magari qualche sorriso a bambini, anziani o a qualche struttura che si occupa di disabili. Infine speriamo che le nostre azioni avvicinino molte più persone a questo tipo di servizio perché solo collaborando potremo donare ancora più energie e sorrisi».