Monselice, l’allarme: «diossina nei polli, non mangiateli»

Uno studio biologico certificato dal Miur, ha rilevato in una gallina ruspante prelevata dal Monte Ricco, al Parco Colli di Monselice, una quantità di diossine, furani e Pcb (policlorobifenili, ndr), tre volte superiore al limite di legge. Come scrive Roberta Polese sul Corriere del Veneto a pagina 11, si ipotizza che le sostanze tossiche provengano da tre cementifici della zona e abbiano contaminato l’esemplare.

«Consiglio tutti i residenti di non mangiare galline e pollame che superano l’anno di età, e di non mangiare uova, perché quegli animali contengono una quantità di elementi cancerogeni che si depositano nell’organismo e portano con certezza a contrarre carcinomi, azzerano la fertilità nelle donne e provocano mutazioni genetiche e ormonali nei bambini», spiega il dottor Federico Grim, presidente dell’ordine dei biologi del Friuli Venezia Giulia e membro del comitato “Lasciateci Respirare” che ha pagato di tasca sua lo studio. «Il pollame allevato in quella zona – si legge nella relazione di Grim – non può essere utilizzato come alimento, sia per l’uomo che come base per mangime di altri animali (…) i livelli di contaminazione sono preoccupanti».

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