Veneto Banca, la lista dei 100 grandi debitori

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Il Corriere della Sera in un articolo di Fiorenza Sarzanini a pagina 5, pubblica oggi parte della lista dei 100 grandi debitori che hanno contribuito al crac di Veneto Banca. Tra di loro spiccano nomi importanti di hotel di lusso, catene di abbigliamento, imprenditori alimentari, sportivi, di industriali tessili e immobiliari e così via. Tutti avrebbero beneficiato, con la compiacenza dei vertici della banca, di prestiti e finanziamenti senza le dovute garanzie che hanno finito per contribuire al buco da 8 miliardi e 450 milioni di euro (4 miliardi e 235 milioni le sofferenze, oltre 4 miliardi di inadempienze).

Tra i maggiori clienti ci sono: il Gruppo Statuto (che possiede tra gli altri gli alberghi Four Seasons e il Mandarin di Milano e il Danieli di Venezia) beneficiario di 77 milioni di euro nel dicembre 2016; la catena di hotel Boscolo (22 milioni, dicembre 2016); Maritalia (14 milioni, novembre 2015); il Gruppo Bialetti (13 milioni e mezzo nel 2015); il Gruppo Ferrarini ha ottenuto invece finanziamenti record tramite Immobiliare Vendina (15 milioni nel dicembre 2015), Agricola Elle (16 milioni e mezzo, 2016), Agri Food (18 milioni e mezzo, 2016), Vismara spa (circa 12 milioni, dicembre 2016) e Ferrarini spa (18 milioni, maggio 2017).

Ci sono poi Lotto Sport Italia (14 milioni e mezzo di euro nel dicembre 2013); il Gruppo Bettega (17 milioni 800 mila euro, dicembre 2016); il Gruppo Stefanel (11 milioni e 230 mila euro nel 2013 e 16 milioni e 300 mila euro nel 2015); nella lista anche Terra Gallurese, (società che fa capo ad Alfonso Dolce, fratello dello stilista Domenico Dolce) e le famiglie Matarrese e Degennaro. Destano sospetto infine alcuni “giroconto”: è il caso dei 36 milioni e 700 mila euro concessi al Fondo Litheia, controllato dalla stessa banca e dei quasi 40 milioni di euro elargiti a Pietro D’Aguì (ex manager di Banca Intermobiliare imputato per aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza, ndr), nel novembre del 2015.

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  • Adriano Tolomio

    Ma questi soldi sono svaniti nel nulla?!

    • Franco Degiovanni

      No, non sono svaniti nel nulla.
      Ma in pratica, è come fossero finiti nelle tasche dei contribuenti.
      Si, perché è lì, ci piaccia o no, che li andranno a recuperare!
      E questo, gli artefici di “tanto buco”, lo sapevano bene, fin dall’inizio.
      Così come, suppongo, lo sapeva bene Rossi. Ma questa è un’altra storia!

  • Giorgio Marcon

    i crediti sono da ricostruire, uno ad uno. ci potrebbero essere societa’ gia’ fallite e comunque da valutare le garanzie a presidio. non e’ detto che siano soldi tutti persi.

    • Ilario Fantuzzi

      Già, ad esempio la “Lotto Sport Italia 14 milioni e mezzo di euro”

  • Dante Nicola Faraoni

    nell’articolo manca questo: “Nel gruppo delle inadempienti ci sono anche tre società di diritto
    lussemburghese: la «Boom Financial Investments Sa», la «Jupiter
    Financial Investment Sa» e la «Makalu Financial Investment Sa». In tutto
    esposte per oltre 30 milioni di euro. Lettera43.it, qualche mese fa,
    scoprì che si trattava di «scatole» costituite nel novembre 2012 da tale
    Madame Sophie Erk, rappresentante della «Finanziaria Internazionale
    Luxembourg Sa», una controllata al 100% dal gruppo «Finint» di Enrico
    Marchi e (all’epoca) Andrea Vido. Cioè il salotto finanziario del
    Nordest, che per anni è stato anche azionista di maggioranza di «Save»,
    la concessionaria degli aeroporti di Venezia e Treviso, crocevia del
    potere veneto” http://corrieredelveneto.corriere.it/…/i-nomi-societa-chi-n…

  • Ilario Fantuzzi

    Beh, manca anche un autorevole componente del Collegio Sindacale. Se ricordo bene 32 milioni non so se assistiti da garanzie

  • ma Litheia non è 100% di proprietà della banca e che fanno si prestano 30 mio a loro stessi, fattemi capire