Prepariamoci al Natale. Rileggendo l’horror di qualche santo…

L’edificante atmosfera da bravi cristiani può essere ulteriormente corroborata da qualche lettura. Disgustosamente omofoba

Bloccato a letto da una – ahi, quanto dolorosa – caduta, ho pensato di dedicare questi giorni di immobilità forzata a prepararmi spiritualmente al Natale, e ho pregato mia moglie (per cui ho già avviato la causa di beatificazione) di tirarmi fuori dalla biblioteca un libro che tenevo lì da vent’anni, senza averlo mai letto: F. Grisi, “Il Natale: storie e leggende”, Newton Compton, 1997.

Tanto per cominciare non ve lo consiglio, almeno da un punto di vista “scientifico”: si tratta di un’ampia antologia di testi sul Natale di autori tutti italiani, senza però che mai, di nessun brano, venga indicato il testo da cui è tratto, la data, l’edizione. Tutti dati che, come ognuno sa, sono necessari per conferire validità documentale, e appunto scientifica, a qualsiasi antologia.

Ma lasciamo perdere, e veniamo ai “sodomiti”. Che c’entrano i sodomiti? Ci arrivo. A pag. 49 del volume si trova un brano di Jacopo da Varagine, frate domenicano morto nel 1298. Come ho detto, non ne viene indicata l’origine: possiamo supporre la “Legenda Aurea”, la sua opera più celebre, o la “Invenzione della Santa Croce”, o magari anche i “Sermones Quadragesimales”: lascio ai lettori il piacere dell’indagine. Quel che preme a me è riportarne un breve estratto. Dopo aver riferito di vari “prodigi” che avrebbero accompagnato la nascita di Gesù – vigne che danno grappoli, animali che si prostrano, fontane che buttano olio – il buon Jacopo ci racconta che «anche per mezzo dei sodomiti si manifestò la nascita di Cristo”. E sapete come?! Sì, «perché tutti morirono in quella notte».

Che commovente manifestazione d’amore. Che meravigliosa espressione di spirito natalizio. Continua il nostro: «come dice S. Girolamo: “è sorta una splendida luce ed ha ucciso tutti coloro che erano immersi nel vizio“. Aggiunge S. Agostino: “Dio vide nella natura umana un vizio contro natura e quasi esitò ad incarnarsi». Serve altro? Servono commenti? No, credo di no. Da più di duemila anni questo è l’insegnamento del Cristianesimo (si ammettono deroghe solo nel caso di preti pedofili, perché, come dice sempre un mio amico ferocemente anticlericale, «nulla in Natura è più elastico della coscienza di un cristiano»).

Ma io, che cristiano non sono, vorrei augurare Buon Natale a tutti. Ai “sodomiti” (giuro che ogni volta che sento questo termine mi rivolto dalle risate); agli eterosessuali; e anche a chi si trombasse le pecore e le galline (purché adulte e consenzienti). A chiunque. In nome dell’amore, della libertà e del rispetto. Magari, nella prossima edizione della Buona Novella, un’aggiunta in questo senso si potrebbe fare, che ne dite? Buon Natale in anticipo. A tutti.

Ph: religiousforums.com