Ex ‘ndranghetista: «Veneto non è Calabria, qui bisogna adattarsi»

Il Veneto non è la Calabria, «qui bisogna adattarsi», avere «un diverso atteggiamento, perché i veneti danno lavoro» ed è difficile comprarli con le mazzette. Così, scrive Andrea Priante a pagina 9 del Corriere del Veneto, l’ex ‘ndranghetista Antonio Bartucca, calabrese trasferitosi a Padova e finito in manette lo scorso anno per spaccio di droga e detenzione di armi ed esplosivi. Le frasi emergono dalle intercettazioni  prima dell’arresto. Bartucca parlava con Giuseppe Avignone, 79 anni, ‘ndranghetista condannato all’ergastolo per la strage di Razzà, avvenuta nel 1977 e durante la quale vennero ammazzati due carabinieri durante un blitz ad una riunione di latitanti.

Dopo la strage, Avignone spadroneggiò nella zona di Taurianova e Cittanova e finì in carcere a Padova dove è rimasto fino all’ottobre del 2013 quando ha ottenuto la libertà vigilata. Libertà vigilata che, secondo la Dia, Avignone avrebbe ripetutamente violato incontrandosi con pregiudicati e uscendo dalle mura della città. Nelle discussioni con Avignone, Bartucca rivendicava la sua vicinanza al boss Salvatore Giglio.

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