Fortezza Europa: «macchè fascisti, siamo identitari»

«Macchè fascisti, ci piace essere definiti soprattutto identitari. Non viviamo con la testa rivolta all’indietro: crediamo nei nostri ideali e ci battiamo per essi, prima di tutto contro l’immigrazione e l’illegalità. Il resto sono invenzioni giornalistiche per le quali sono già partite alcune querele». Così, in un articolo di Lillo Aldegheri sul Corriere di Verona a pagina 3, Emanuele Tesauro (ex Forza Nuova) e Alessandro Cavallini (ex Fiamma Tricolore), rispettivamente presidente e vicepresidente del movimento di estrema destra Fortezza Europa, rispondono alle critiche piovute sul loro convegno in programma domani sera a Verona sul tema della legittima difesa. L’incontro, a cui parteciperanno vari esponenti politici locali della Lega e del movimento che fa capo al sindaco Federico Sboarina (Battiti), è stato bersagliato dalle polemiche per il patrocinio concesso dal Comune e per la concessione di crediti professionali ai suoi partecipanti da parte dell’Ordine degli Avvocati di Verona.

«Dicono che abbiamo preso il nome usato dal Terzo Reich hitleriano, ma a noi interessa il futuro, non il passato – spiegano i leader di Fortezza Europa – Il pericolo fondamentale per noi europei è l’alluvione migratoria, quell’immigrazione con cui qualcuno tenta di fare una sostituzione etnica dei popoli europei, plasmati nei millenni a partire dai solidi pilastri della civiltà greco-romana. E più immigrazione significa più reati, come dice l’Istat. Per questo – aggiungono – c’è chi comincia a ricorrere alla giustizia-fai-da-te». Tesauro e Cavallini espongono anche il significato del simbolo da loro scelto per Fortezza Europa, un cerchio con al centro 4 frecce che i critici accostano alle insegne di movimenti filonazisti del passato: le «quattro frecce», spiegano, rappresentano l’identità («che va difesa dal caos migratorio e dal pensiero globalista, che porterà al decesso il nostro continente»), la famiglia («intesa come gens, stirpe, clan»), l’autarchia («anche con l’autosufficienza energetica») e l’aristocrazia («col rifiuto radicale di ogni logica egualitaria: non siamo tutti eguali»).

(ph: fascinazione.info)