«Etruria, strano che Bankitalia incentivasse fusione con BpVi»

Il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, ha definito «singolare» la scelta di Banca Popolare di Vicenza come partner «di elevato standing» in vista di una possibile fusione con Banca Etruria. «Ci è sembrato un poco strano» che venisse dalla Banca d’Italia incentivata l’aggregazione di Banca Etruria con Popolare di Vicenza la quale, «leggendo dalle fonti aperte le ispezioni» di Via Nazionale «era in condizioni simili».

Dalle tracce documentali di tentativi di ricerca di un gruppo che possa risollevare le sorti di Etruria, si legge che «l’unica trattativa concreta fu quella con BpVi che aveva fatto un’offerta da 1 euro per azione». Dalla relazione Bankitalia inviata, si legge che «è stata lasciata inevasa la richiesta dell’organo di vigilanza di operazione con partner di elevato standing, non è stata portata all’attenzione dell’assemblea dei soci l’unica offerta giuridicamente rilevante cioè quella avanzata da BpVi». Bankitalia nel febbraio 2015, «stigmatizza l’operato dei vertici di Etruria e il ruolo contraddittorio del presidente Rosi che nelle trattative con Vicenza, a fronte di rassicurazioni che forniva, teneva comportamenti che hanno portato all’interruzione della trattativa». Subito dopo, arriverà il commissariamento e sanzioni al cda di Etruria proprio per non aver proceduto all’aggregazione.

Fonte: repubblica.it