BpVi-Etruria, Bankitalia: «non volevamo fusione»

«Siamo costretti a spiegare come stanno le cose», non è vero «che a Etruria fosse stato suggerito il matrimonio con la Popolare di Vicenza». Così in una nota riportata da Enrico Marro sul Corriere della Sera a pagina 3, Bankitalia si difende da quello che ritiene un attacco politico replicando alle parole del procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, che aveva denunciato davanti alla Commissione parlamentare sulle banche le presunte pressioni da parte di Palazzo Koch per un’aggregazione tra Banca Etruria e BpVi.

Bankitalia nega inoltre che Etruria fu commissariata per questa mancata unione, bensì perché le perdite avevano ridotto il patrimonio ben sotto i minimi regolamentari e perché le ispezioni della banca centrale avevano evidenziato gravi irregolarità gestionali. Secondo il Governatore Ignazio Visco (in foto) è stata la Banca d’Italia a commissariare Etruria nel febbraio del 2015, dopo che con due ispezioni, nel 2012 e nel 2013, la banca era stata multata dagli uomini di Palazzo Koch per 2,54 milioni di euro. Tra i multati c’era anche il vicepresidente di Etruria, Pierluigi Boschi, padre della renziana Maria Elena, allora ministro delle Riforme e ora sottosegretaria di Palazzo Chigi. Tale circostanza ha quindi aggiunto un connotato politico al caso Etruria-Bankitalia fin dall’inizio.