BpVi, Cassazione: «Procura Vicenza doveva sequestrare 106 milioni»

Ieri sera sono state depositate le motivazioni con le quali la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile, il 30 ottobre scorso, il ricorso della procura di Vicenza contro la decisione (presa dal giudice Barbara Maria Trenti) di disporre il sequestro di 106 milioni di euro a carico di BpVi, di Samuele Sorato (ex direttore generale) e di Emanuele Giustini (ex vicedirettore). Come riporta il Giornale di Vicenza di oggi a pagina 18, nelle motivazioni si legge: «il pubblico ministero avrebbe dovuto porre in esecuzione la misura e trasmettere gli atti all’ufficio del pubblico ministero presso il giudice competente (Milano), adeguandosi alla pronuncia di incompetenza territoriale».

Il procuratore Antonino Cappelleri, che non dispose il sequestro né la trasmissione degli atti a Milano, aveva scritto una nota severa contro la decisione, in cui definiva il provvedimento «abnorme», poiché ordinava i sigilli ma si dichiarava incompetente per territorio, e disponeva la trasmissione degli atti a Milano, dato che si procedeva per l’ostacolo alla vigilanza di Consob.

Le indagini sono ferme, visto che Milano ha sollevato la questione territoriale e fatto ricorso in Cassazione. Scrivono ancora i giudici: «non può non rilevarsi la contraddizione logica fra la richiesta del pm e la considerazione secondo la quale sarebbe implausibile che un istituto bancario si possa svuotare delle sostanze, non comprendendosi le ragioni per le quali il pm avesse avanzato la richiesta di sequestro preventivo».

(ph: wikipedia)