Variati&Bulgarini, la nuova travolgente coppia dello spettacolo italiano

Primarie di centrosinistra, in scena lo show del sindaco che intervista il vicesindaco. Che tenerezza!

La moda, dopo poche ore, era già dilagata. Berlusconi ha deciso: intervisterà Tajani. E si daranno del lei, bisogna salvare la forma. E parleranno di quando si sono conosciuti e di come Antonio, venendo dal Fronte Monarchico Giovanile, individuasse subito in Silvio un pretendente al trono.

Salvini vorrebbe farsi intervistare dalla Meloni, che vorrebbe farsi intervistare da Salvini. Entrambi, a muso duro, hanno sdegnosamente rifiutato il pari e dispari.

D’Alema ha detto che lui intervista solo se stesso, per cui Bersani intervisti pure chi vuole che a lui non gliene può fregare di meno.

Renzi vuole intervistare Travaglio, all’alba, dietro il campanile.

Giggino Di Maio ha chiesto il permesso al genitore 1 (Davide) e al genitore 2 (Beppe) di poter intervistare Vincenzo De Luca. La risposta verrà dopo la proclamazione delle Delucarie a livello nazionale. Se non si raggiungeranno i 37 post, la decisione sarà presa dal genitore 1. Se saranno più di 37 deciderà il genitore 2.

Angelino Alfano è alla disperata ricerca di un elettore da intervistare. I parenti hanno detto che non se ne parla proprio.

Prepariamoci: dopo che Achille ha intervistato Jacopo alla presenza dei loro cari e di qualche passante, in quel del teatro Astra di Vicenza l’altro ieri, è tutto un uragano di politici che si intervistano tra di loro. Perché la cosa ha avuto uno di quei successi travolgenti che creano una moda, un costume, che diventano virali.

E pensare che Jacopo, parola di Achille, non voleva tutta quella gente, sognava un tête a tête. Al lume di candela? No, no. In pubblico, e dandosi del tu. Sì perché, hanno detto, fanno un po’ schifo quelli che si danno del lei in tv e si sono regalati i calzini. Come Giletti con l’Alessandra.

Dieci anni che si conoscono, gioie e dolori, lacrime e risate. E imbarazzi.

Ti ricordi, Jacopo, quella volta che ci siamo conosciuti? – Come no, Achille… – Eri tanto turbato. – Sì, ero in campagna elettorale. Aiutavo Collareda. Fu una sconfitta rovinosa. – Ma a me quegli occhialetti tuoi sono andati subito a genio.

E quella volta che eravamo sotto il tendone della Cinzia Bottene... – E tu avesti il coraggio di dire: ragazzi, abbiamo perso, gli americani ci fanno la base. – E io mi girai e tu avevi i lucciconi. Eh sì, bisogna dirlo: solo una persona vera, una persona autentica prova emozioni, in politica. – Ma Achille, quella era una sconfitta, come facevo a non piangere…

E ti ricordi dell’alluvione? – Sì, per la prima volta in vita mia mi sono messo degli stivali. – E ti ricordi che erano… che ti han fatto venire le vesciche? – E per forza, vuoi mettere i mocassini.

La lapide, hai presente la lapide che c’è in Comune con tutti i nomi dei sindaci? – Sì, l’ho presente. – Ogni volta che la vedo mi viene un brivido, sì perché lì il mio nome c’è già. – E adesso lo metteranno un’altra volta. – Sai che bello, io sopra e tu sotto…

Tutti quei nomi avevano un partito alle spalle. Tu non ce l’hai. – Lo so, ma io ho te, che è come avere tutta la città. – E le truppe cammellate degli altri due? – Sì, è vero, sono un po’ pazzo, io. – No, tu hai la bellezza, la fantasia, l’ironia. Come ha detto Papa Francesco, un sindaco deve avere prudenza, coraggio, tenerezza…

Tonnellate di melassa si spandevano sulla sala dell’Astra, folate di reciproco incenso che neanche in un pontificale a San Pietro. Sparuti applausi per ricordarsi di essere vivi da parte dei coraggiosi, teneri e imprudenti sostenitori.

A qualcuno, più smaliziato della comune, è venuto un dubbio. Ma siamo poi certi che a questo Bulgarini interessino davvero le primarie? E non invece il teatro, lo spettacolo. All’Astra è nata una nuova coppia dopo Ric e Gian, Zuzzurro e Gaspare, Cochi e Renato, Luca e Paolo, Sandra e Raimondo.

Non votatelo, questo Jacopo: gli stronchereste la carriera, costringendolo a un lavoro di m… come fare il sindaco di Vicenza.