Paradisi fiscali, 17 Paesi nella black list Ue

Dopo quasi due anni di discussioni, l’Unione Europea hanno approvato ieri a Bruxelles una lista di 17 paradisi fiscali. Nella black list sono finiti: Samoa, Bahrein, Barbados, Grenada, Guam, Corea del Sud, Macao, Isole Marshall, Mongolia, Namibia, Palau, Panama, Saint Lucia, Samoa, Trinidad e Tobago, Tunisia ed Emirati Arabi Uniti. La selezione è avvenuta sulla base di tre criteri: trasparenza fiscale, tassazione equilibrata e applicazione delle norme Ocse sul trasferimento dei profitti da un Paese all’altro. La sola decisione dell’Ue di scrivere un elenco dei paradisi fiscali ha indotto molti Paesi presi di mira a promettere misure di trasparenza. Inizialmente, infatti, la lista comprendeva 92 giurisdizioni fiscali. I Paesi che si sono impegnati ad adottare misure di trasparenza e rispettare i criteri comunitari sono stati inclusi in una “lista grigia“.

Come riporta Beda Romano sul Sole 24 Ore, la pubblicazione della lista ha provocato stupore tra gli addetti ai lavori: accanto a piccole giurisdizioni notoriamente sospettate di essere paradisi fiscali (come Macao e le Isole Marshall), include infatti partner commerciali (Corea del Sud) e politici (Tunisia) stati chiave negli equilibri geopolitici mondiali (come gli Emirati Arabi Uniti) o relativamente poveri (Mongolia e Namibia). Nella cosiddetta lista grigia vi sono 47 giurisdizioni, tra le quali Svizzera, Isole Cayman, Bahamas, Jersey e Guernesey. Il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici ha esortato i Paesi membri ad adottare sanzioni a livello nazionale contro le imprese che hanno rapporti con i paradisi fiscali inseriti nella lista nera.

(Ph. AFP / JIJI)

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