Primarie Vicenza, Dalla Rosa non ha vinto: ha stravinto

L’apparato Pd si è schierato tutto con Possamai. Per questo il vincitore è tale più di quanto i numeri non dicano

Vorrei aggiungere qualche cosa alle considerazioni di Giuliano Zoso. Il tanto criticato Pd dà un’ulteriore dimostrazione che la scelta dei candidati a cariche pubbliche, se fatta con le primarie, è cosa seria ed utile. Comunque, nessun altro partito o movimento, fa qualche cosa di analogo. La partecipazione dei cittadini è stata notevole e, senza tante dietrologie, è chiaro che la gente ha capito che non c’era in ballo solo un nome, ma un modo di amministrare la città.

E’ vero la campagna è rimasta su toni sobri, e di questo va dato atto ai tre candidati, ma credo abbiano influito non poco sul risultato tutti i contatti avuti nei quartieri da Otello Dalla Rosa. Lui e i partecipanti hanno parlato senza fronzoli e, soprattutto, si sono guardati negli occhi come fanno un certo tipo di persone. La campagna di Jacopo Bulgarini, pur corretta, è stata, a mio avviso, indebolita da un smaccato appoggio del sindaco, che ha indispettito non pochi, per la sua partigianeria e per il suo endorsement all’unico candidato civico.

C’è da aggiungere che si è pure verificata una cosa non bella. Praticamente tutto il Pd vicentino ed i suoi principali esponenti si sono schierati con il candidato interno all’apparato, Giacomo Possamai. Non si è tenuto in alcun conto che pure Dalla Rosa era del Pd e, soprattutto, che il suo curriculum professionale meritava maggiore considerazione. Per tale motivo ritengo che la vittoria, pur con pochi voti di distacco, abbia tuttavia un peso più marcato di quello che i numeri dicano. Mi aspetto ora che, come da regolamento delle primarie, i due partner nell’elezione, aiutino senza tentennamenti ed in ogni modo possibile, il candidato sindaco in tutta la sua strada verso le prossime amministrative.