Verona, il Tosi-ombra e il caso Miglioranzi

Ancora da tagliare i nodi del passato tosiano. A cominciare dalla galassia Agsm

A Verona chi si aspettava un’uscita pubblica sul futuro di Agsm da parte del presidente della municipalizzata Michele Croce o da parte del sindaco scaligero, il civico di centrodestra Federico Sboarina, è rimasto deluso. Al momento la decisione sulla fusione o meno della società con la municipalizzata berica Aim, rimane coperta dal riserbo più assoluto. Ma la dinamica interna alle partecipate veronesi rimane comunque un’ottima cartina di tornasole per capire le dinamiche politiche che ruotano attorno ad una partita ancora in divenire.

Non a caso sull’Arena di ieri a pagina 18 ha avuto ampio spazio la notizia del battesimo di “Pensiero e azione” l’associazione che vede alla vicepresidenza Andrea Miglioranzi, presidente di un’altra municipalizzata del gruppo Agsm, ovvero Amia, la controllata che si occupa di servizi ecologici. L’esponente che proviene dalla destra radicale è arrivato in Amia quando era uno dei fedelissimi dell’ex sindaco ed ex leghista Flavio Tosi. Ora, che l’associazione culturale e politica a lui riferibile cerchi un terreno comune con la maggioranza di Sboarina è stato visto, ovviamente, come un segnale di avvicinamento a quest’ultimo. La mossa può essere interpretata così: permettere a Miglioranzi di rimanere in Amia (o a capo di qualche altro ente del sottogoverno) in cambio del suo appoggio, e della frazione di tosiani, o per meglio dire a questo punto ex tosiani, a Sboarina. In un’ottica non solo di accasamento, ma anche in previsione di eventuali difficoltà per rapporti non sempre facili con un’altra ala del potere ex tosiano che oggi supporta la maggioranza, quella del consigliere regionale Stefano Casali. Sboarina, insomma, potrebbe aprire a Miglioranzi e ai suoi “duecentocinquanta” in cambio di un fattore di tranquillità aggiuntiva nel caso di eventuali scossoni con il gruppo di Casali. Una sorta di bilanciamento.

L’altra opzione sul campo invece è quella di un Miglioranzi che abbia avviato in solitaria il tentativo di avvicinamento a Sboarina dal momento in cui si sarebbe reso conto che l’agibilità politica dello stesso Tosi è ormai al lumicino. Saranno decisive allora le prossime mosse del presidente del gruppo Agsm, Michele Croce, capo della civica Verona pulita. Se Miglioranzi e un altro ex fedelissimo di Tosi, ovvero Fabio Venturi, troveranno posto in qualche piega del sottobosco comunale, avranno ragione coloro che vedono il primo cittadino principalmente impegnato a rafforzare la tenuta della sua maggioranza, più he a governare. Se invece il presidente di Agsm Croce (in foto), anche facendo ricorso ad una interpretazione giuridica più restrittiva del codice civile, farà piazza pulita nelle controllate dei vari ex tosiani, allora le manovre più o meno coperte di questi giorni andranno archiviate come un tentativo di avvicinarsi all’area di governo di una città la cui maggioranza un po’ alla volta, anche in tema di spoil system, ha come programma di fondo recidere i cordoni con il passato tosiano.

Quanto a Tosi, che sia costantemente alla ricerca d’una chance per ricollocarsi politicamente nel centrodestra dopo i flirt con l’ex premier democratico Matteo Renzi, lo dice da ultimo l’annuncio da parte dello stesso ex sindaco di creare una “giunta ombra”. Perché se sul versante politico è un chiaro segnale anzitutto ai pochi rimastigli fedeli che lui è ancora vivo e lotta insieme a loro, sul piano più personale, potremmo dire psicologico, sembra un’iniziativa escogitata da un ex primo cittadino abituato da dieci anni ad essere presente sui giornali almeno un paio di volte a settimana con articoli a tutta pagina. Oggi accettare ruolo di secondo piano, in attesa di sapere se nel conglomerato centrista (Alfano ecc) potrà ritagliarsi nel 2018 uno spazio per sè e i suoi nel futuro parlamento, è dura per uno come Tosi. Di qui la decisione di mandare a Verona, e forse anche a sè stesso, un messaggio preciso: io esisto.