Famiglia “scavalcata”, BpVi condannata a risarcire 42 mila euro

L’ex Banca Popolare di Vicenza dovrà risarcire ad una coppia di vicentini 42 mila euro. La sentenza, scrive il Giornale di Vicenza a pagina 14, arriva dalla Consob e riguarda un caso di “scavalcamento” ossia quando un ordine di vendita di azioni che non rispetta l’ordine cronologico di inserimento. Fra il 1996 e il 2009 Mariano Lovo e Luciana Campi avevano acquistato dalla banca 1.009 azioni. Ma quando nel 2013, per una serie di problemi di liquidità, avevano chiesto alla BpVi di venderle, la banca aveva spiegato loro che era necessario «attendere circa quattro mesi per la formalizzazione dell’ordine di vendita in quanto era vigente il blocco delle negoziazioni (blocking period) che sarebbe terminato all’indomani dell’assemblea dei soci, prevista per la primavera del 2014».

La coppia ha quindi atteso fino al 6 maggio successivo data in cui hanno impartito l’ordine di vendita a 62,5 euro per azione. Tuttavia l’ordine è rimasto inevaso e la famiglia, per far fronte alle necessità economiche, ha dovuto accendere un mutuo con la stessa BpVi. Nel 2015, visto che non pagava ancora, i Lovo hanno quindi presentato un reclamo alla banca che gli ha risposto picche citando un «nuovo regime regolamentare intervenuto nel 2014». La famiglia si è quindi rivolta alla Consob chiedendo un risarcimento pari al 100% del valore delle loro azioni (68mila euro). L’arbitro ha riconosciuto alla fine il diritto al rimborso del 60% (42mila euro) in quanto la banca aveva dato esecuzione ad altri ordini di vendita intervenuti dopo quello dei Lovo di fatto scavalcandoli.