Diciamolo: ai vicentini di destra piacerebbe tanto votare a Treviso

Mentre il Pd affila le armi per le comunali, dall’altra parte si candidano in ordine sparso. E ancora una volta ci vorrà il Berlusca deus ex machina

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Signori della destra vicentina, di ogni risma e colore, che idea vi siete fatti, voi, della città di Vicenza? Sono curioso di saperlo. Pensate forse che sia una Colonia dove inviare un Rodolfo Graziani in gonnella? Oppure un’allegra brigata di nostalgici che s’incontravano in cantina per cantare Faccetta nera e farsi il saluto romano? Oppure ancora la Bocciofila Vecchia Rio, in cui sei buontemponi devono decidere chi farà il presidente, quello che andrà fino in fondo…al baratro? O magari un circolo del bridge per le serate di qualcuno che di giorno è già fin troppo impegnato?

Non vi hanno insegnato nulla, signori della destra, le primarie del Pd? Lì sono andate a votare più di 6 mila persone, un’enormità. Era in lizza l’assessore prediletto del sindaco uscente, quello in cui si è sempre compiaciuto. Gli ha steso i tappeti rossi, organizzato mostre, gli ha persino portato a Vicenza l’Assemblea nazionale dell’Anci, sui giornali un giorno sì e l’altro pure, la fascia tricolore ormai usucapita, lo ha persino intervistato.

I vicentini? Gli hanno dato una tramvata di quelle che ti segnano per la vita, dividendo equamente i voti tra i due candidati vicentini, persone per bene, di sinistra quel poco che basta.

A far prevalere Dalla Rosa su Possamai sono stati i vostri elettori, signori della destra, sì, i vostri elettori che, non avendo più notizie di voi, o avendole pessime, intanto hanno badato al sodo: procuriamoci, hanno pensato, un candidato che possiamo votare anche dopo, alle elezioni vere. E lo voteranno, statene certi. Se i vostri candidati sono quelli che finora si sono autoproclamati o hanno dichiarato, pudichi, la loro disponibilità, quegli stessi vostri elettori e molti, moltissimi altri, correranno, senza patemi d’animo, a votare Otello Dalla Rosa. Questo è certo.

Mi domando: ma cosa hanno fatto di male gli elettori di destra vicentini per meritarvi? A Treviso il candidato c’è già e il problema è solo quello di far tornare nei ranghi il vecchio Gentilini, il quale, per altro, si è già dichiarato disponibile. Vengano a chiederglielo ginocchioni e lui rientra con tutti i suoi voti. E Manildo è già che bell’e spacciato. E fategli ‘sta grazia! Ha speso una vita per voi. Con le sue sparate, le sue genialate, i suoi fuochi d’artifizio coprì sempre la vostra imbarazzante pochezza. E mandategli uno con il cappello in mano, che sia finita!

Vorrebbero gli elettori di destra vicentini poter votare a Treviso… Da noi, invece, le candidature vengono su come funghi, una più improbabile dell’altra, qualcuna addirittura offensiva. Succede anche che Giorgio Conte organizzi la sua presentazione di domenica in funzione della presenza di un’ospite d’onore, Elena Donazzan. Ma questa, all’ultimo momento, declina. E sfido io! Due giorni dopo si fa intervistare e dichiara la sua, di candidatura. Affermando, tra l’altro, che Vicenza è la sua città. Ma quando mai?

Candidature a scavalco, quindi, l’una contro l’altra armata; ognuno che dice tutto il male possibile di tutti gli altri. Un quadretto proprio edificante.

L’unico consiglio che può essere dato è questo: state pure tranquilli e sereni. Non agitatevi. Prima o dopo arriverà il Berlusca e farà il nome, e tutti, per primi quelli che giurano che non si ritireranno mai e poi mai, rientreranno nei ranghi, con l’offa di uno straccio di assessorato.

Speranza vana. Se non esce quel candidato forte che per il momento non è in vista, un candidato che si sbarazzi per prima cosa di tutti i reduci che vogliono tornare in prima linea, e Dalla Rosa non commette troppi errori, la partita è già chiusa. Meglio rassegnarsi.

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  • Paolo Maria Ciriani

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