«Arrestato figlio del rapinatore di Nanto: morte del padre non è servita»

«Il figlio ri-arrestato? A capo di una banda? Mi dispiace molto. Significa che la morte di suo padre non è servita a nulla», commenta così Graziano Stacchio la notizia dell’arresto di Alan Cassol, figlio di Albano, il bandito ferito a morte dal benzinaio di Ponte di Nanto (Vi) il 3 febbraio dopo una rapina nella vicina gioielleria. Il giovane è accusato di assalti ai bancomat, furto, ricettazione e detenzione di materiale esplosivo e si trova ora in carcere a Pordenone. «Questa notizia mi lascia esterrefatto. Evidentemente è un fatto di Dna. Papà non è stato un bell’esempio per lui».

«Speravo che il figlio potesse redimersi, ma è chiaro che non vuole uscire da quel modo di vivere che è in sostanza un lavoro. Quel ragazzo dovrebbe essere rieducato, non si può lasciarlo libero di delinquere – prosegue il benzinaio, intervistato da Milvana Citter sul Corriere del Veneto a pagina 5 -. Perché sembra che il messaggio della legge e della politica sia fate pure, tanto non vi succederà nulla. Alan Cassol è in carcere ma tanto tra poche settimane sarà di nuovo libero».

(Ph. Youtube)