Meloni, che ci fai col Berlusca?

Appellandosi alla Costituzione, la leader di Fratelli d’Italia porta a compimento l’opera di Almirante. E poi si allea con Silvio l’europeista

Nomen omen è una locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa “il nome è un presagio”, “un nome un destino”, “il destino nel nome”, “di nome e di fatto” e deriva dalla credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino (fonte Wikipedia). Da Giorgio (Almirante) a Giorgia (Meloni) la traversata del Giordano della destra italiana si può dire conclusa? Secondo quanto riporta Il Piccolo, il giornale di Trieste, sembrerebbe di si. Giorgia Meloni nel suo discorso dopo la riconferma per acclamazione a presidente di Fratelli d’Italia, sottolineando che siamo in era postideologica, avrebbe detto: «a Berlusconi faccio inoltre appello per una clausola di supremazia che anteponga la nostra Costituzione alle norme dell’Europa contro i nostri interessi».

Come tutti sanno la nostra Costituzione è progressista (keynesiana) e antifascista, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte di Giorgia & C., prendiamo atto che storicamente la Meloni ha fatto l’en plein, portando a compimento l’opera di Almirante ed effettuando un sorpasso progressista sulla sinistra, richiamandosi appunto ai valori della nostra Costituzione traditi dalla sinistra europeista.

Il giornalista Daniele Perotti, in un articolo del Corriere della Sera del marzo 2009, raccontava il dietro le quinte della sua intervista fatta a Giorgio Almirante nel 1980, dopo la strage di Bologna, riporto un estratto: «la prego, spenga il registratore. Quello che le dirò ora esula dall’intervista. Ho l’impressione che lei sia educato, ma non convinto delle mie risposte. Anzi. Allora sono io che le pongo una domanda. Con una premessa. Sto a Montecitorio dal 1948, da più di trent’anni. Il Msi si è trasformato, da quel nucleo iniziale di reduci del fascismo. Ormai fa parte stabilmente della geografia politica dell’Italia repubblicana. È stato un processo lento e difficile. Bene: ma lei crede davvero che io possa pensare di chiudere la mia carriera, la mia vita politica, facendo il becchino di un partito che muore perché una generazione si spegne per motivi anagrafici e un’altra perché chiusa in galera? Crede davvero che sia così miserabile da avere questa ambizione da nostalgico rincoglionito?».

Prosegue Perotti: «lo sguardo non è quello cui ero abituato, ironico e sarcastico, a volte beffardo. È uno sguardo sofferto, quasi angosciato, come le parole, che fluiscono veementi. E irate. Mi sembra sincero, sono sorpreso». «Le dirò di più: io non voglio morire da fascista. Tanto che sto lavorando per individuare e far crescere chi dovrà prendere le redini del Msi dopo di me. Giovane, nato dopo la fine della guerra. Non fascista. Non nostalgico. Che creda, come ormai credo anch’io, in queste istituzioni, in questa Costituzione».

Nomen omen quindi, Giorgia erede politica di quel Giorgio, che non solo non voleva morire fascista, ma non voleva essere nemmeno considerato un nostalgico rincoglionito, con buona pace dei giovani nostalgici di oggi, sicuramente più rincoglioniti dell’anziano repubblichino. La destra, inoltre, proponendo un leader donna, ha effettuato un doppio sorpasso sulla sinistra, sia in ambito costituzionale sia in ambito personale, con buona pace del progressismo feticista.

Passando dalle parole ai fatti, è d’obbligo porre una domanda alla Giorgia erede di Giorgio: come pensa di coniugare la difesa della nostra Costituzione e l’alleanza con Forza Italia, portatrice di quel “più europeismo”, anticristiano, anticostituzionale e illiberale? Perché la difesa della sovranità nazionale, se intesa come contrasto «alle norme dell’Europa contro i nostri interessi», non basta, se non si è disposti a combattere per la Sovranità Democratica sancita dai principi fondamentali della Nostra Costituzione. Perché è proprio nell’impegno a difesa della più importante sovranità democratica, rispetto alla derivata sovranità nazionale, che ci permetterà di capire se la destra di oggi ha attraversato il Giordano, rendendo onore a chi omaggiò Berlinguer. Idee aspre e diverse sì, rincoglioniti: basta.