BpVi, Sorato registrato nel 2014: «1,2 miliardi di finanziamenti apposta»

Tra il materiale raccolto dalla procura di Vicenza sul crac della Popolare, spunta un file audio risalente al 10 novembre del 2014, che sembrerebbe inguaiare alcuni indagati. Come ricorda Andrea Priante sul Corriere del Veneto a pagina 5, la banca aveva da poco superato per il rotto della cuffia gli stress test Ue, quando nella sede dell’istituto si riunisce il Comitato di direzione Bpvi composto, tra gli altri, dal dg Samuele Sorato e dai suoi vice Emanuele Giustini, Paolo Marin e Andrea Piazzetta. Per qualche motivo il registratore utilizzato per verbalizzare le riunioni rimane acceso e l’audio è diventato per i pm è una prova d’accusa fondamentale: 1 ora e 13 minuti che dimostrerebbero che già nel 2014 Sorato e il suo staff erano perfettamente a conoscenza delle baciate e delle lettere di impegno. Nella registrazione, il Comitato discute di come svuotare il Fondo di riacquisto vendendo le azioni acquistate dalla banca ai soci, tuttavia si palesano «criticità di vendita», fanno presente. «Nell’ultima settimana si sono dimezzate le richieste di affidamento… domani dovremo fare un richiamo ai capi area…». Uno dei vice spiega a Sorato: «Qui il tema è che la gente ti dice… Uno: come mi rende? Due: se il valore va giù, come mi cautelo? Terza cosa: se trovi un accordo bisogna metterlo su carta, comunque devi fare una sell-letter che dovremo fare io e te come stiamo facendo su altre cose…».

Occorreva convincere i potenziali clienti: «magari ci mettiamo un attimo a tavolino a cerchiamo di capire quale potrebbe essere questa formula. Perché con questa formula tu li cauteli sull’andamento del valore e li cauteli sul rendimento… ne trovi che ti comprano…». Tuttavia, «se… finanziamo il 100% e perde il valore, metti che va a 70, quel 30 tu come lo fai recuperare? (…) Cioè… bisogna inventarsi qualche meccanismo», ammettono. «Entro fine anno avremo questi cento milioni: 70 milioni di non finanziato e 30 di finanziato…», osservano. Ma Sorato è perplesso: «con questo passo siamo veramente a rischio, non è pensabile che non abbiamo un buffer (una riserva di capitale, ndr)». Quindi la frase emblematica: «Abbiamo fatto un miliardo e due di finanziamenti apposta…». Ma l’impresa è ardua: «Non li prendono, Samuele. Stiamo continuando a martellare…». Sorato non accetta scuse: «Non è che possiamo dire alla Bce che non ce l’abbiamo fatta a svuotare il fondo. Bisogna pensare delle soluzioni…». Ad esempio trovando «delle controparti amiche per poter fare questo portage qua…», cercandole fuori dal territorio, «sull’asse Milano-Roma».

Durante l’interrogatorio del 6 aprile scorso, i pm hanno fatto ascoltare l’audio a Sorato: «La mia frase “abbiamo fatto 1,2 miliardi di finanziamenti apposta” si riferisce alla politica di crescita della banca voluta dal presidente Zonin. Si tratta di finanziamenti deliberati dal Cda. Inoltre, faccio riferimento al fatto che il Cda aveva deliberato un catalogo di prodotti destinati ai soci e una politica di erogazione del credito che riconosceva una preferenza ai soci medesimi». Sorato precisa inoltre: «nelle banche controllate da Bpvi non sono emerse operazioni di finanziamento correlato all’acquisto di azioni. Siccome le società controllate dipendevano dal sottoscritto, questo conferma che io non avevo dato indicazione di fare simili operazioni. Se queste sono state compiute presso Bpvi, è stata una iniziativa di altri». Il 2 maggio, la registrazione viene fatta ascoltare anche a Paolo Marin: «nel corso di questa riunione, consiglio di non fare operazioni di finanziamento correlato per “importi baciati” e di fare un “misto mare”, vale a dire concedere un finanziamento più ampio, in modo da consentire al clienti l’acquisto di azioni Bpvi e di altri strumenti finanziari». Si tratta delle cosiddette «operazioni parzialmente baciate». In quel modo era possibile «far apparire le operazioni correlate più regolari agli occhi di tutti, di chi doveva controllare, vale a dire agli organi di vigilanza, la società revisione e all’Audit».