Vicenza, primarie centrosinistra col morto? Una fake news

Nessun intruso che avrebbe usato il nome di una deceduta: a dirlo ufficialmente è il presidente della commissione di garanzia Ruggeri

L’intruso che avrebbe usato il nome di una morta per votare alle primarie del centrosinistra a Vicenza, vinte da Otello Dalla Rosa (Pd), è una fake news. «Si tratta di un banale caso di omonimia o di un nome trascritto male dal registro cartaceo a quello informatico». Ad esprimersi così, in modo categorico, è Tommaso Ruggeri, presidente della commissione di garanzia per le primarie, che per inciso oltre ad essere consigliere comunale per la civica che porta il nome del sindaco dem Achille Variati, per quest’ultimo ha pure ricoperto, nella passata giunta, la carica di assessore all’annona.

La smentita di Ruggeri, dopo le polemiche dei giorni passati, è destinata a pesare, dato che non si spegne la querelle sulla trasparenza delle primarie vicentine che hanno visto Dalla Rosa superare di appena 38 voti l’altro piddino Giacomo Possamai (col vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci umiliato con appena 923 voti, il 14,5% dei votanti).  La vittoria di misura era rimasta in sospeso per alcune ore a causa di 19 voti irregolari accertati dalla commissione coordinata da Ruggeri. La polemica che ne è seguita si è concentrata su una presunta morta che avrebbe, nonostante il decesso, partecipato al voto.

«Le primarie sono state decise da 38 voti, compreso quello di un morto. Mai pensato di fare ricorso?» chiede Roberta Labruna a Possamai sul Giornale di Vicenza di oggi. La replica è tranchant, per gli standard di un Possamai che nonostante l’età è universalmente considerato un navigato mediatore: «Prima del mio interesse personale viene quello della città e della coalizione: iniziare settimane di beghe legali avrebbe voluto dire ridurre al minimo le possibilità di vittoria del centrosinistra alle elezioni. Anche se tanti mi spingevano a farlo, non me la sono sentita e penso di aver fatto la scelta giusta. Ci sono però cose che mi hanno amareggiato nel profondo e che non dimentico». E già con accuse che vanno dalle provocazioni distillate «in modo becero» dagli avversari fino al «piantonamento dei seggi» da parte di alcuni che invitavano a votare Dalla Rosa.

Le rivelazioni che rende oggi Ruggeri a Vvox cambiano completamente la prospettiva: «Non c’è nessun morto che è andato a votare. E mi dispiace che la polemica prosegua. Io spero che la cosa si concluda qui anche perché ci sono ben altre questioni di ben altro peso che la politica deve affrontare. 19 voti non regolari a fronte di 6400 con un sistema informatico che veniva rodato per la prima volta la dicono lunga sulla bontà del lavoro di chi ha organizzato e gestito questa consultazione». Al fianco di Ruggeri a garantire l’esito del voto ci sono Fioravante Rossi, Luigi Bedin, Ingrid Bianchi, Renato Vivian e Giampietro Morandini (quest’ultimo aveva sostituito il dimissionario Cristiano Spiller, dimessosi in seguito ad una querelle sulla ammissibilità al voto degli gli immigrati, «aiutandoci comunque in modo concreto e fattivo» per tutto il restante corso delle primarie, sottolinea Ruggeri). A costoto vanno aggiunti tre membri nominati dagli stessi candidati che rispondono al nome di Stefano Beretta, Luca Lazzaroni ed Umberto Nicolai, rispettivamente per Dalla Rosa, Possamai e Bulgarini D’Elci.