BpVi, oggi prima udienza: ipotesi maxi-sequestro beni

Oggi prende avvio l’udienza preliminare per il crac di Banca Popolare di Vicenza. Come scrive Andrea Priante a pagina 2 del Corriere del Veneto, questa mattina gli avvocati degli azionisti intenzionati a costituirsi parte civile in un eventuale processo, potranno chiedere al giudice di eseguire un sequestro conservativo dei beni nei confronti di Gianni Zonin e degli altri 6 ex manager indagati per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. Il tutto è previsto dall‘articolo 316 del codice di procedura penale che stabilisce la possibilità di effettuare un “congelamento” dei beni in vista di un risarcimento disposto dal giudice in caso di condanna.

Le somme chieste dipenderanno in larga parte dal danno subito in azioni andate in fumo. L’entità dell’ipotetico maxi-sequestro, inclusa la richiesta di risarcimento che sarà probabilmente avanzata verso la bad bank, si potrebbe aggirare sulle svariate centinaia di milioni di euro. La strada dell’articolo 316 potrebbe inoltre essere seguita anche dalla Procura di Vicenza intenzionata a recuperare le spese sostenute per l’inchiesta (alcune decine di migliaia di euro). Il timore delle parti civili è che, in assenza di una misura come il sequestro conservativo, gli ex manager indagati facciano “sparire” il proprio patrimonio.