Pedemontana, esposto comitati: «Veneto spreca 12 miliardi»

Ieri mattina il comitato No Pedemontana si è dato appuntamento a Venezia per presentare un esposto in Procura, accompagnato da oltre millecinquecento firme di cittadini. Le ipotesi di reato sono danno erariale, truffa aggravata ai danni dello Stato e disastro ambientale. Molti i punti sottoposti al vaglio della magistratura. In primis, la dichiarazione dello stato d’emergenza per il traffico dei comuni di Treviso e Vicenza, ritenuta «anomala» e illegittima perché prorogata oltre i limiti stabiliti dalla legge: «una scorciatoia per procedere più spediti negli affari”, dichiara Osvaldo Piccolotto del comitato No Pedemontana. C’è poi la questione sulle previsioni dei flussi di traffico, che secondo i dati Regione Veneto, Commissario, Consorzio Sis dovrebbero superare i 50 mila veicoli al giorno, mentre secondo recenti studi commissionati da Bei – Banca europea investimenti e Cassa Depositi e Prestiti si arriverà al massimo a 15.200 auto al giorno, con importanti ricadute economiche sugli introiti dei pedaggi.

Inoltre, i 173 milioni di esborso pubblico previsti inizialmente, dopo le modifiche del 2013 e 2017 sono diventati 915 milioni; «troppo», come ravvisato dal commissario Cantone qualche giorno fa. Infine – come scrive Eugenio Pendolini a pagina 13 del Mattino – c’è il capitolo dell’ultima modifica della Convenzione tra Regione e Sis, che ha sancito la rinuncia dei pedaggi da parte del concessionario in cambio di un “canone di disponibilità” di 153 milioni di euro l’anno per 39 anni, per un totale di 12 miliardi. «Un danno erariale», sostiene il comitato, «perché gli amministratori pubblici avrebbero agito a favore dell’interesse privato». Denunciate carenze e violazioni anche sul versante dell’ambiente.

(Ph. Comitato No Pedemontana – Provincia di Treviso / Facebook)