Processo BpVi, ecco com’è andata la prima udienza

Attese più di 10 mila parti civili. La prossima fissata a dopodomani. Le lamentele degli avvocati e la protesta fuori dal tribunale

Stamani è cominciata a Palazzo di Giustizia di Vicenza la prima delle tre udienze-filtro per il processo sul crac della Banca Popolare di Vicenza. Alla sbarra sono gli ex vertici dell’istituto a partire dall’ex presidente Gianni Zonin e dall’ex direttore generale Samuele Sorato. Sono migliaia i soggetti tra persone fisiche e imprese che hanno chiesto di costituirsi parte civile. Sul piano pratico si è trattato di un passaggio meramente formale durante il quale sono state prese in carico dal personale amministrativo del tribunale le richieste legali degli “sbancati”. Fuori dal tribunale berico alcune decine di risparmiatori hanno manifestato il loro disagio, ma la protesta è stata contenuta.

A causa delle tantissime richieste le operazioni di accettazione sono state molto complesse tanto che non sono mancati gli avvocati che si sono lamentati della lunghezza della procedura di accredito. Polemiche cui sono seguite anche quelle degli ex soci quando alcuni di loro, visibilmente irritati, hanno accusato di non avere avuto la necessaria assistenza dai dipendenti del tribunale. Ad ogni modo alle 13,40 il giudice Roberto Venditti, che ha presieduto la seduta a porte chiuse, aveva già messo la parola fine all’udienza rinviandola al 14 dicembre. In aula erano presenti anche i consulenti legali di Bankitalia dato che via Nazionale vuole costituirsi parte civile.

Tra le novità emerse c’è anche la richiesta di stralciare la posizione dell’ex dg Sorato, impossibilitato ad essere in aula per «gravi problemi di salute», come ha spiegato il suo avvocato Fabio Pinelli. Si tratta di un ricorso a quella fattispecie del codice di procedura penale nota come legittimo impedimento, sulla quale il giudice si pronuncerà ad hoc il giorno 11 gennaio. Come ampiamente previsto in aula non si è presentato alcun imputato. Frattanto prendono corpo i numeri del processo. Sono attese oltre 10 mila, forse 15 mila parti civili. Si tratta di quei soggetti che nell’ambito del processo penale chiederanno, in caso di condanna, avranno titolo ad un ristoro economico. Al momento le ipotesi d’accusa imbastite dalla Procura della Repubblica berica riguardano i reati di aggiotaggio e quella di ostacolo all’esercizio nelle attività di vigilanza. Tutto da capire invece è il filone che potrebbe seguire alle denunce per bancarotta e truffa, che sono molte e rispetto alle quali i risparmiatori chiedono alla magistratura «rigoroso approfondimento».

Giovedì 14 le udienze preliminari entreranno nel vivo perché nella dialettica processuale il giudice, sentiti i legali dei risparmiatori, deciderà chi ha titolo per essere parte civile e chi no. Il giorno 21 dicembre verrà invece decisa dal tribunale la calendarizzazione delle udienze. Ed è su questo terreno che si potrebbero materializzare le prime vere controversie. Il processo, stando ai molti avvocati presenti oggi, si preannuncia lungo e molto articolato. La vicenda sta avendo una eco mediatica di ampia portata: numerose infatti erano le testate nazionali che hanno seguito le fasi di questa prima giornata. Che ha avuto anche una nota di colore: davanti all’aula C in cui si celebrava l’udienza è stato allestito un banchetto in cui erano in vendita alcuni libri, tra cui quello di Cecilia Carreri, uno dei volumi più noti tra quelli dedicati all’affaire Zonin&C.