«Attivismo filo-russo», Valdegamberi convocato dagli Usa

Il consigliere regionale della Lista Zaia Stefano Valdegamberi rivela oggi in un articolo di Enrico Santi su l’Arena a pagina 21 il retroscena di un incontro con alti rappresentanti del governo Usa: «un anno fa fui invitato alla base Nato di Vicenza, la richiesta di colloquio veniva dall’ambasciata statunitense a Roma ed era presente anche il responsabile politico dell’ambasciata Paul Berger». Valdegamberi sostiene che gli Usa lo avevano convocato per chiedere chiarimenti sulle sue posizioni “filo-russe” come gli appelli del consigliere leghista a revocare le sanzioni a Mosca e per il riconoscimento dell’autodeterminazione della Crimea. Per quest’ultima battaglia, Valdegamberi dice di essere addirittura stato inserito tra i «nemici di Kiev» sul sito ucraino Mirotvorez conosciuto anche come «lista della morte».

«Erano i giorni della sfida elettorale tra Trump e la Clinton – spiega il consigliere parlando dell’incontro – mi giunse una lettera dall’ambasciata di Washington per una “chiaccherata” nella base Nato (Usa, ndr) di Vicenza. Io sono sempre stato anticomunista e non avevo niente da nascondere per questo accettai l’invito chiedendo solo che si tenesse in campo neutro». L’incontro si tenne poi in un ristorante di Vicenza. «Fu un colloquio cordiale, vi partecipò anche il presidente del Consiglio veneto Roberto Ciambetti – continua – mi chiesero del mio attivismo filorusso e spiegai che le sanzioni danneggiavano la nostra economia, che non c’era nulla di pilotato. C’è stata un po’ di tensione quando ho detto che giudicavo un’interferenza il pronunciamento dell’allora presidente Obama e dell’ambasciatore Usa per il Sì al referendum di Renzi». Valdegamberi dichiara di aver deciso di parlare solo ora spinto dall’onda di indignazione sulle “fake news” e sulle presunte manipolazioni di Mosca per far vincere Lega e Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni in Italia (qui un approfondimento di Vvox): «se c’è un’informazione falsa è quella dell’Occidente nei confronti di Russia e Crimea: è forse vietato voler conoscere la verità? Chi decide se una notizia è vera o falsa?».