Walkie-talkie all’esame, aspirante avvocato nei guai

Si era presentata all’esame di Stato per avvocati con una walkie-talkie nascosta per farsi suggerire le risposte, ma è stata beffata da un ricevitore che ha captato le onde della ricetrasmittente. Così, scrive Cristina Genesin su La Tribuna a pagina 21, Sonia Zalveri, 37 anni, aspirante avvocata candidata nel 2014 alle Comunali del suo paese con gli indipendentisti di “Veneto sì” e la mamma Giuseppina Scomparin, 62, entrambe di Zero Branco, rischiano da tre mesi a un anno di carcere.

Durante la prova scritta di diritto civile iniziata alle 11 di mattina al padiglione 7 della Fiera di Padova, il tecnico in sala ha captato con i suoi strumenti una discussione tra due voci femminili. I finanzieri in servizio all’esame, si sono recati così in un padiglione a fianco dove erano in attesa i famigliari scoprendo una signora con una ricetrasmittente un cellulare, un tablet e un pc. Interrogata, la donna ha dato false generalità agli agenti e si è rifiutata di farsi perquisire minacciando querele. Grazie alla ultima mail mandata, si i finanzieri sono risaliti al numero della candidata avvocata scoperta poi in possesso 4 piccoli registratori, un laptop e un commentario di diritto vietato dal regolamento. Tutto poi sequestrato tra le veementi proteste dell’aspirante avvocato.