Zonin: «”baciate” in BpVi, non avevo nessun potere»

Gianni Zonin, ex presidente della Banca Popolare di Vicenza, nell’audizione in commissione bicamerale sulle banche cominciata stasera alle 18, si difende dall’accusa di essere stato fra i responsabili degli aumenti di capitale illecitamente finanziati nel 2013 e 2014 confermando la sua linea di non sapere e in ogni caso di non avere avuto alcun potere decisionale in merito.

Nel dettaglio, ecco le sue dichiarazioni: «io non avevo nessun potere, nessuna delega, se non quello riservato ai presidenti. Il potere dell’amministratore delegato e direttore generale erano ampi. I finanziamenti erano di competenza dell’amministratore delegato e del direttore. Quelli sopra i 50 milioni andavano in cda. Io non ho mai partecipato ad un comitato esecutivo in 19 anni».

Zonin sostiene addirittura che «il finanziamento per il capitale non è mai arrivato a conoscenza del consiglio di amministrazione. L’audit rispondeva direttamente al cda e non al direttore generale. Fino al settembre del 2015 il cda non è mai stato informato di operazioni non previste».

Incalzato dalle domande dell’onorevole veronese Gianni Dal Moro (Pd), l’ex numero uno di BpVi fra molti “non ricordo” rammenta però che «a fine 2014 un dipendente che aveva cambiato banca ha scritto una lettera asserendo che ci potesse essere qualche “baciata”. Questa lettera è stata data a chi di competenza ma, alla fine, l’organo di controllo non ha trovato nulla». Secondo episodio: «nella primavera del 2014 un socio ha detto che gli risulta che in qualche filiale ci siano delle “baciate”. Dopo le verifiche, fatte sempre dall’organo di controllo, a loro non risultava niente».

A questo punto Dal Moro gli domanda se Banca d’Italia avesse messo in guardia l’istituto berico sulle “baciate” nel 2013 e 2014. Risposta di Zonin: «Bankitalia sulle “baciate”… forse c’è qualcosa, una lettera, ma io non ricordo. Non le ricevevo io, andavano direttamente in direzione e questa la leggeva in cda. Io l’ho saputo il 7 maggio 2015 a colloquio con il capo ispettore Bce. Ho chiamato il direttore e ho chiesto spiegazioni. Posso dirle anche l’ora».

Dopo un’ora di audizione pubblica e online, il presidente della commissione Pier Ferdinando Casini ha disposto di segretare i lavori.

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