Venezia, è scontro tra Comune e AirBnb

«Altro che chiusura da parte del Comune. Il principio fondamentale è il rispetto delle regole e il rispetto della città. Prima regola: le tasse vanno pagate. Noi abbiamo incontrato più volte Airbnb ma da parte loro abbiamo trovato una grossissima rigidità nei confronti della articolazione della tassa di soggiorno della nostra città. Il ministero ci pone limiti massimi e minimi ma siamo noi ad articolarla e quindi noi dettiamo noi le regole. Loro ci dicono che vogliono la percentuale perché dicono: non abbiamo macchine tarate per arrotondare i decimali. Se è questo l’approccio non ci siamo». Così, in un articolo di Mitia Chiarin su La Nuova Venezia a pagina 17, l’assessore al turismo della giunta veneziana di centrodestra Paola Mar risponde a muso duro ad AirBnb Italia che ha annunciato nel 2018 l’apertura di un ufficio a Venezia nell’ambito di una campagna autonoma per il rispetto della città.

«Sono loro ad avere una chiusura nei confronti dell’amministrazione – continua la Mar -. Io rappresento un ente pubblico. Se la tassa di soggiorno ha regole legate alla stagionalità e al territorio della città che è diverso tra centro storico e terraferma, perché dovremmo fare una tariffa apposta per loro? No, non è giusto per gli altri che potrebbero dirmi la stessa cosa. Tutti sono uguali davanti alla amministrazione». «Ogni volta dicono che siamo noi a non collaborare ma non è vero – le fa eco l’assessore al bilancio Michele Zuin -. Chiedono una aliquota unica affermando di non poterne gestire più di una. Ma si tratta di rispettare aliquote che non siamo neanche stati noi a dettare. Sono aliquote, frutto del lavoro della precedente giunta e del consiglio comunale e del confronto con le associazioni di categoria e che noi abbiamo rispettato proprio in virtù del lavoro svolto».