«Walkie-talkie all’esame, al Sud fanno così»

«Mia figlia si sente come Fabrizio Corona, presa di mira, perseguitata e sbeffeggiata». Parla così Giuseppina Scomparin, 62 anni, madre della donna di 37 colta in flagrante con un walkie-talkie all’esame di Stato per diventare avvocato a Padova. Come riporta Il Mattino a pagina 25, la madre non solo difende la figlia, ma lancia anche delle accuse al sistema: «l’idea è stata sua e ha detto “o la va o la spacca” , sarebbe comunque stata l’ultima volta. Aveva letto in internet di un aspirante avvocato che al Sud aveva superato l’esame grazie ai walkie talkie e così mi ha chiesto di aiutarla. Io fino alla mattina ero insicura e titubante, avevo molta paura ma lei invece era decisa. Era convinta altrimenti di non passare quell’esame. Studiava giorno e notte, ormai si sentiva di peso per noi genitori e voleva essere autonoma. Ora dove andrà a trovare lavoro? Dove sono gli aiuti per i giovani?».

«Siamo gente normale, cosa abbiamo fatto? Quante cose peggiori ci sono? – continua la madre, che ora è sotto inchiesta assieme alla figlia –  al Sud quante ne succedono? Il mio walkie talkie era spento e fino alle 13. 30, su internet, non c’era alcuna traccia relativa all’esame, nemmeno sul sito del ministero degli Interni. Sonia aveva con sé un computer, va bene, ma non l’ha usato. Certi personaggi della commissione l’hanno guardata ridendo, ma lei non è una persona da circo, è stata invece usata come capro espiatorio per gli altri e pure in malo modo, con molta cattiveria».

(ph. oltreuomo.com)

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