BpVi, indagati anche cda e sindaci

Un’altra decina di persone fra cui membri del cda, del collegio sindacale, direttori di filiale e semplici dipendenti sportellisti, è stata iscritta nel registro degli indagati per il tracollo della Banca Popolare di Vicenza dal procuratore capo Antonino Cappelleri, dall’aggiunto Canova o dai pubblici ministeri Pipeschi e Salvadori. Come scrive Il Giornale di Vicenza a pagina 11, si tratta di un «atto dovuto» in seguito alle denunce nominali presentate da molti risparmiatori beffati dal crollo delle azioni comprate, dalle vendite non accettate e dagli “scavalcamenti”. Le ipotesi di reato vanno dalla truffa all’aggiotaggio, fino all’estorsione.

Per i magistrati le colpe presunte dell’azzeramento del valore delle azioni e della conseguente perdita di risparmio dei soci, sono attribuibili a chi è attualmente sotto processo, o al limite ad un numero ristretto di indagati. Non sono quindi imputabili ai direttori di filiale, che eseguiva ordini dall’alto, o ai consiglieri del cda, che votava quanto gli veniva indicato di votare. Per questo motivo, nonostante alcuni nomi illustri siano finiti sul registro degli indagati con relativo avviso di indagine, l’azione penale non dovrebbe essere esercitata. Restano, al vaglio, casi particolari, su cui sono in corso gli accertamenti.

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