Profughi, bando truccato: 3 rinvii a giudizio

Due ex vertici della coop Ecofficina (ora Edeco) e un funzionario della prefettura di Bologna, che prima era in servizio a Padova, sono stati rinviati a giudizio. Come scrive Carlo Bellotto sul Mattino a pagina 23, i reati contestati sono falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, turbata libertà di incanti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Dovranno comparire in aula il 21 febbraio prossimo nell’udienza preliminare davanti al Gup che deciderà se mandarli a processo o meno. Tra di loro anche Gaetano Battocchio, ex presidente di Edeco e Simone Borile, marito di Sara Felpati, anche lei nel cda della cooperativa sociale che ha gestito, tra gli altri, centro di accoglienza di Cona.

L’inchiesta è partita alcuni mesi fa in seguito a un articolo di giornale che gettava l’ombra di appalti truccati sull’assegnazione dello Sprar, servizio protezione per richiedenti asilo e rifugiati a Due Carrare. Il Comune, assieme al prefetto di Padova sono, secondo il sostituto procuratore Federica Baccaglini, parte offesa e un’altra cooperativa ha presentato un esposto. Edeco vinse l‘appalto di 400 mila euro per la gestione dei profughi nel 2016, ma secondo l’accusa tre documenti sono stati manipolati. Si parla di due fotocopie retrodatate dalla cooperativa per poter essere ammessa al bando e di una copia conforme anch’essa retrodata dal funzionario della prefettura.

 

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