Biotestamento, Patriarca Venezia: «troppa fretta, un errore»

Il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, commenta l’approvazione della legge sul biotestamento che introduce anche in Italia la possibilità per i pazienti di dichiarare in anticipo la propria volontà circa le condizioni di trattamento nell’evenienza di malattie terminali. «Chi corre rischia di arrivare a fare qualcosa che non ha tenuto conto di tutti gli elementi e non è la prima volta che la politica è incorsa in questo errore», sostiene Moraglia in un articolo di Marta Artico su La Nuova Venezia a pagina 6. C’è da dire che nonostante il Patriarca punti il dito su un’eccessiva fretta, la legge sul fine vita era attesa da anni e le mediazioni politiche in Parlamento sono durate 8 mesi.

«È importante salvaguardare i valori fondamentali che appartengono alle persone, ai più deboli, alla professione e alla dignità del medico che ha una responsabilità in scienza e coscienza e non deve recepire delle indicazioni a scatola chiusa – continua Moraglia – La legge deve creare quella alleanza terapeutica che riguarda il malato, i parenti del malato, i medici, gli operatori sanitari e deve rispettare la vita delle persone».

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